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I soccorsi sul posto - Foto © Bennati

I soccorsi sul posto - Foto © Bennati

Uccisi dal gas mentre pulivano un forno: così sono morti gli operai Marco, Giuseppe e Arrigo

Il dramma si è consumato alla Lamina spa, azienda che lavora metalli. Chi erano le vittime

Doveva essere un'operazione di routine. Nel fosso che ospita il forno sono scesi prima in due, poi un terzo. Quindi, quando gli altri tre colleghi si sono accorti che qualcosa stava andando storto, si sono precipitati anche loro in quella che è diventata per tutti una trappola velenosa senza via d'uscita. 

Si è consumato in pochi minuti il dramma alla Lamina spa di via Rho a Milano, l'azienda che lavora metalli dove nel pomeriggio di martedì tre operai sono morti e altri tre sono rimasti intossicati - uno in maniera gravissima - durante il proprio turno di lavoro. Il dramma è avvenuto poco dopo le 17 in una buca scavata a due metri di profondità nel terreno per fare spazio a un forno. 

I nomi degli operai morti

Lì hanno trovato la morte Marco Santamaria - quarantadue anni -, Giuseppe Setzu - quarantotto anni - e Arrigo Barbieri, cinquantasette anni. Suo fratello Giancarlo, di quattro anni più grande, è ricoverato al San Raffaele in condizioni disperate dopo essere stato soccorso in arresto cardiocircolatorio dai medici del 118. Meglio è invece andata a Alfonso Giocondo, quarantasette anni, e Giampiero Costantino, quarantaquattro, che sono stati trasportati alla clinica Città Studi in codice giallo e fuori pericolo di vita. 

Tra i feriti c'è anche un capo squadra dei vigili del fuoco, tra i primi giunti a prestare soccorso. Il pompiere, lievemente intossicato, è stato trasportato in codice giallo al Niguarda per accertamenti: le sue condizioni, comunque, non destano preoccupazione.

Forse intossicati dall'azoto

I sei operai, hanno accertato i carabinieri del comando provinciale di Milano, sono rimasti intossicati durante alcune operazioni di pulizia di un forno dell'azienda, usato proprio per fondere - a temperature altissime - i metalli.

Nell'aria, i militari e i vigili del fuoco non hanno trovato monossido di carbonio ed è molto probabile che il "gas killer" sia stato l'azoto, spesso utilizzato nei processi di lavorazione metalmeccanici. 

L'accusa di un operaio: "I soccorsi sono stati lenti"

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Così i colleghi hanno cercato di salvarli

Secondo le prime ricostruzioni, due operai - i primi a scendere nel fosso - avrebbero immediatamente perso i sensi. La stessa sorte, poco dopo, sarebbe toccata ai loro colleghi che avevano cercato di aiutarli. I soccorritori del 118 - arrivati sul posto con tredici mezzi - hanno infatti trovato i quattro operai svenuti e in arresto cardiaco. 

I primi a percorrere le scale che portano all'area del forno sarebbero stati Arrigo, responsabile della produzione, e Marco, elettricista di una ditta esterna, che avrebbe dovuto lavorare proprio sul forno che in giornata aveva avuto un guasto. Dopo pochi secondi, per l'aria satura di gas, i due sarebbero svenuti e il primo ad accorrere è stato Giancarlo, ormai prossimo alla pensione e fratello di Arrigo. L'uomo avrebbe immediatamente accusato un malore e a quel punto Alfonso e Giampiero - i due intossicati meno gravi - avrebbero cercato, inutilmente, di portarlo via dalla buca. 

L'ultimo a intervenire, mentre l'allarme era già scattato e gli altri operai si erano allontanati, sarebbe stato Giuseppe, che si sarebbe letteralmente lanciato in quel fosso dove poi ha trovato la morte. 

L'azienda, per permettere alle forze dell'ordine di effettuare tutti gli accertamenti del caso, è stata posta sotto sequestro e in via Rho sono arrivati anche il pm Gaetano Ruta e il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che coordineranno l'indagine che dovrà accertare eventuali responsabilità di un incidente che è costato la vita a tre persone, morte durante il loro turno di lavoro. 

Gli inquirenti hanno aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo ed è molto probabile - come atto dovuto per permettere tutte le verifiche necessarie - che nel registro degli indagati vengano iscritto i titolari e il responsabile legale della Lamina spa. 

Incidente in azienda: tre operai morti, un altro gravissimo

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"Non è suonato l'allarme"

"Un mio collega ha gridato perché ha visto un uomo a terra. Io, seguendo la procedura, sono uscito fuori per aspettare i soccorsi - ha raccontato, sconvolto, un operaio della Lamina -. I primi sono arrivati dopo tanto tempo, almeno mezz’ora - in realtà la prima ambulanza è giunta sul posto otto minuti dopo la prima richiesta d'aiuto -. Sono in questa azienda da 28 anni e non è mai successo nulla".

"L’azienda è sempre stata attenta alla salute, non capisco come sia potuto accadere - ha continuato -. Un mese fa hanno fatto anche i controlli ai sensori. Ma oggi non è suonato nessun allarme. Il nostro titolare è molto attento alla sicurezza. Se qualcuno non indossa le protezioni prende un euro di multa che poi va in beneficenza".

"Tragedie che non dovrebbero accadere"

Non si danno spiegazioni anche la Fiom e la Cgil, che si augurano - si legge in una nota congiunta - "che gli organi competenti possano, nel più breve tempo possibile, ricostruire la dinamica di quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità, ma è indubbio che la tragicità dell’evento non possa non porre grandi interrogativi sul rispetto delle misure di sicurezza previste per il tipo di lavorazione”.  

L'incidente di Milano - le prime parole del ministro del lavoro, Giuliano Poletti, "è una tragedia terribile che non dovrebbe mai verificarsi. La legislazione italiana sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è considerata una buona legislazione e il sistema dei controlli interviene su 200mila imprese ogni anno. Serve, però - ha sottolineato -, anche un impegno permanente di tutti i soggetti interessati ed una peculiare attenzione da parte degli imprenditori "

"Terribile l'incidente sul lavoro di Milano. Un pensiero commosso alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie", è stato invece il commento del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. A lui, poco dopo, ha fatto eco il sindaco di Milano, Beppe Sala. "Il mio pensiero - ha scritto il primo cittadino su Facebook - va agli operai che hanno perso la vita mentre erano al lavoro e alle loro famiglie. Un abbraccio a chi sta lottando per farcela. Queste sono tragedie che non dovrebbero mai accadere".

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