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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Cronaca

Milano, lavoratore licenziato dopo 30 anni: "Adesso abbiamo una macchina al tuo posto"

Succede in una fabbrica di Melzo, dove l'operaio ha lavorato per trenta anni. La storia

Le parole d'ordine dell'azienda, la stessa che lui ha "servito" per trenta anni, sono state "ottimizzazione" e "riorganizzazione". E poco importa se per quella "ottimizzazione" lui adesso si trova senza un lavoro. Proprio ora che dopo anni di sudore e sacrifici vedeva la pensione ormai a un passo. 

Un lavoratore di sessantuno anni - Ousmu, cittadino marocchino e inabile perché senza una mano - è stato licenziato dalla sua azienda che gli ha preferito una macchina. La ditta - la Greif Italia, una società di Melzo che si occupa di produzione di strumenti per il packaging a livello industriale - gli ha inviato una lettera di licenziamento "per giustificato motivo" dopo "un tentativo di conciliazione che ha avuto esito negativo". 

"Una macchina fa il lavoro da lei svolto"

"La motivazione del licenziamento è la seguente - si legge nella 'carta' dell'azienda -. Lei è addetto al posizionamento delle paint cap, ossia dei tappini provvisori sui fusti prima del processo di verniciatura degli stessi. La nostra società, in seguito a una riorganizzazione aziendale e ottimizzazione dei processi produttivi, in data 23 febbraio 2018 ha installato una macchina, denominata Paint Cap applicator, che svolge in automatico il medesimo lavoro sino ad oggi da lei svolto". 

Da qui, la decisione: "È stata così soppressa la sua posizione lavorativa". L'azienda - questa la teoria della ditta - ha anche "valutato la possibilità di assegnarle altre mansioni, anche di livello inferiore riconducibili alla sua professionalità e comunque a lei utilmente affidabili. Purtroppo non è stata reperita alcuna posizione lavorativa vacante, essendo tutti i posti già occupati da altri dipendenti".

Quindi, la conclusione, fredda: "Abbiamo avviato la proceduta per la risoluzione del rapporto di lavoro ai fini dell'esperimento del tentativo di conciliazione. L'incontro avvenuto in data 29/03/18 ha avuto esito negativo".

Il licenziamento a 4 anni dalla pensione

Il lavoratore, appena ricevuta la lettera di licenziamento, si è rivolto all'avvocato penalista Mirko Mazzali, che lo ha indirizzato da un legale esperto di vertenze lavorative.

L'operaio, stando a quanto appreso, avrebbe proposto all'azienda di versargli gli ultimi quattro anni di contributi necessari per la pensione anche perché a causa della sua disabilità - dovuta proprio a un incidente nella fabbrica - è preoccupato di non riuscire a trovare un altro lavoro. La società, invece, avrebbe risposto proponendogli ventiquattro mensilità. 

Ousmu per ora ha rifiutato ed è senza lavoro, licenziato da una macchina e dalla "ottimizzazione".  

Foto - La lettera di licenziamento ricevuta dall'operaio

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