Rastrelliera gli cade in testa e gli spacca il cranio: morto un operaio di ventotto anni

Il drammatico incidente è avvenuto nella "De Lucchi spa", azienda di Trezzano Rosa che opera nel settore della zincatura a caldo. Il ragazzo aveva un contratto di solo un mese

Per l'uomo non c'è stato nulla da fare - Foto repertorio

Il colpo, di una violenza impressionante, lo ha ucciso all’istante. Il suo cranio ha ceduto sotto il peso di quella rastrelliera che gli è caduta in testa, uccidendolo. Strappandolo alla vita in quella fabbrica in cui era entrato tre settimane fa, come lavoratore interinale, e dalla quale sarebbe uscito - forse per l'ultima volta - mercoledì prossimo, quando il suo contratto di un mese sarebbe scaduto. 

Dramma mercoledì mattina nella “De Lucchi spa”, azienda di Trezzano Rosa che opera nel settore della zincatura a caldo, teatro della morte di un operaio di ventotto anni, deceduto in un tragico incidente sul lavoro. 

Poco dopo le otto e trenta, la vittima - secondo una prima ricostruzione dei soccorritori intervenuti sul posto - è stata colpita alla testa da una pesante rastrelliera, circa diciassette quintali di peso, che si è staccata da un carro ponte ad un altezza di tre metri e gli ha letteralmente sfondato il cranio.

Il 118 ha immediatamente mandato sul posto un’ambulanza e un’auto medica e la scena che si è presentata agli occhi dei soccorritori è stata drammatica con il ventottenne, la cui identità non è ancora stata resa nota, che presentava uno “sfondamento del cranio. 

I medici, purtroppo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’operaio, residente a Verdello, nel bergamasco. 

Da brividi le parole di un collega della vittima, tra i primi a prestare soccorso al ventottenne. “Io ero in un altro reparto – ha raccontato l'operaio, alla De Lucchi da trenta anni, al sindacato Cisl -, ho sentito delle urla e sono subito corso. In quel momento nel reparto dell’incidente erano al lavoro una decina di persone. Il giovane era a terra, con un altro collega ho cercato di praticargli il massaggio cardiaco, ma è stato inutile. Aveva la testa fracassata. Mi è morto tra le mani”.

Parole d'accusa, invece, quelle della Fiom Cgil: "E’ indecente che in una fabbrica “pesante” come una zincheria a caldo si mettano al lavoro giovani senza alcuna esperienza, senza alcuna formazione, assunti per pochi giorni e poi sostituiti da altri - si legge in una nota del sindacato -. In questa “giostra” all’abbattimento dei costi, che in questo paese hanno reso possibile, sono alte le possibilità di farsi male o di morire". Come purtroppo è accaduto mercoledì mattina. 

Nella fabbrica di Trezzano Rosa, poco dopo il dramma, sono intervenuti anche i vigili del paese del nordest milanese e i carabinieri di Vimercate: a loro spetterà il compito di ricostruire i contorni e la dinamica del tragico incidente sul lavoro. 
 

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