Cronaca

Colpo al narcotraffico: 49 arresti, sequestri per 50 milioni

Gli arresti sono scattati questa mattina. I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e rapina. Oltre a beni immobili sono state sequestate anche quote societarie

La Squadra mobile di Milano e la Guardia di finanza di Milano e di Bologna stanno eseguendo 49 arresti e sequestrando beni per 50 milioni di euro. I fermati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e rapina. Oltre ai beni immobili sono state sequestrate anche quote di società.

Tra le persone finite in carcere ci sono anche due imprenditori edili, i fratelli Pietro e Nunzio Paolo B. Secondo gli accertamenti, avrebbero usato i conti delle loro società per far transitare i proventi illeciti del traffico di stupefacenti, come prestanome. Proventi che in parte venivano reinvestiti per acquistare la droga e in parte per comprare immobili. La loro società è stata sequestrata.

L'operazione congiunta è coordinata dalla Dda milanese
. I provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono firmati dal gip Stefania Donadeo. L'inchiesta coordinata dal pm Rossana Penna (ora trasferitasi a Trapani) e successivamente dai pm Paolo Storari e Paola Biondolillo riguarda un presunto narcotraffico organizzato anche da alcune persone ritenute secondo le indagini di riferimento a Cosa Nostra ed alla 'Ndrangheta. Agli arrestati, in varie provincie d'Italia, in particolare italiani, colombiani e cubani, non è stato però contestato il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.


L'inchiesta è nata prima del 2007, quando si è venuti a conoscenza del fatto che un gruppo di persone, appartenenti a Cosa Nostra, venne incaricato dai Lo Piccolo di riproporre il business della polvere bianca in Sicilia e per fare questo si affidarono alla piazza milanese.

In particolare furono Luigi Bonanno e Ugo Martello, già arrestati tempo fa, a metterle in contatto con Antonio Saccinto (anche lui arrestato) e ritenuto un 'broker', ovvero un intermediario tra i gruppi criminali italiani e i cartelli colombiani per l'importazione di cocaina. Il carico, che era destinato anche a famiglie legate alla 'ndrangheta sarebbe dovuto arrivare nel 2007 al porto di Livorno in una nave che trasportava ananas e banane, ma l'operazione non andò a buon fine.  
 

L'indagine è il frutto della unione di tre filoni investigativi su cui stavano lavorando i due reparti del Gico delle Fiamme gialle e la Squadra mobile ed ha permesso di scoprire che sodalizi criminali legati a Mafia e 'Ndrangheta, attivi da oltre vent'anni sul territorio milanese, si erano accordati per gestire, prendendo contatti diretti con i cartelli colombiani, ingenti importazioni di sostanze stupefacenti dal Sudamerica.

Alessandro Giuliano, capo della Squadra Mobile di Milano
ha sottolineato l'importanza del coordinamento di Fiamme gialle e polizia. "Una collaborazione di cui siamo orgogliosi - ha detto Giuliano - che ci ha permesso di individuare i gangli di una grossa organizzazione criminale dedita al traffico di stupefacenti".

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