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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Ordinanze coprifuoco, sospese per i veglioni di Capodanno

Il sindaco Letizia Moratti ha disposto per la notte di San Silvestro la deroga alle ordinanze che impongono la chiusura anticipata dei locali nei quartieri di via Padova, Corvetto, Sarpi e di Imbonati-Comasina

Lo ha annunciato ieri pomeriggio il sindaco Letizia Moratti, per il veglione di Capodanno 2011 si dispone una deroga alle cosiddette "ordinanze coprifuoco"  che impongono la chiusura anticipata dei locali nei quartieri di via Padova, del Corvetto, di via Paolo Sarpi e di Imbonati-Comasina. Quindi tutti i bar, ristoranti , discotece dei quartieri di Milano interessati alle ordinanze e non solo, potranno restare aperti fino alle 6 del mattino.

Tutti i locali sono interessati a questo provvedimento, compresi quelli normalmente costretti ad abbassare le saracinesche anzitempo per non incorrere nella multa da 450 euro prevista dall'ordinanza antidegrado. Da Palazzo Marino si precisa che tutti gli anni si procede all'allargamento dell'orario per permettere i festeggiamenti, ma trattandosi del primo San Silvestro dopo il varo delle cosiddette ordinanze coprifuoco, all'Unione del Commercio non è sfuggita la coincidenza tra la decisione dell'amministrazione e i recenti pronunciamenti del Tar che hanno accolto i ricorsi degli esercenti sottoposti alla restrizione degli orari di attività.

Numerosi sono i commenti delle parti politiche e non solo, infatti  Alfredo Zini vicepresidente dell'Epam, la costola dell'Unione del Commercio che difende i gestori dei pubblici esercizi, dichiara "Finalmente un provvedimento corretto, il sindaco Moratti ha giustamente riconosciuto che tutta la città deve poter festeggiare e brindare al meglio al nuovo anno. Ora abbiamo due giorni per pubblicizzare i veglioni nei quartieri dove sono ancora in vigore le ordinanze e raccogliere le prenotazioni" e continua dicendo " Si dà così la possibilità a tutti i locali, senza disparità tra un quartiere e l'altro, di poter lavorare pienamente in una notte importante qual è quella di fine anno. Diamo atto a sindaco, vicesindaco e giunta di questa dimostrazione di attenzione".

"L'opera di convincimento dell'Unione e delle Associazioni aderenti registra un risultato positivo per la vivibilità di tutta la città", ha aggiunto Adalberto Corsi, vicepresidente vicario di Unione Confcommercio Milano. Anche il Pd si fa sentire riguardo le deroghe annunciate dal sindaco, chiedendo che le ordinanze di coprifuoco a Milano non devono solo venire sospese la notte di Capodanno ma devono essere abolite. La sospensione "era una scelta ovvia e di buon senso - secondo il consigliere comunale Pierfrancesco Maran - che doveva essere presa una settimana fa". "Chi sospende le ordinanze a Capodanno - aggiunge il coordinatore cittadino Francesco Laforgia - deve sospenderle tutto l'anno. Questo è il brindisi che faremo alla citta, a una Milano che merita molti di più di un'amministrazione che pur di non ammettere il fallimento sulle ordinanze si ostina a importle ai danni dei commercianti e dei residenti".


Il vicesindaco Riccardo De Corato annuncia la possibilità di una definitiva revoca delle ordinanze in quei quartieri nei quali si erano verificati episodi di disordine pubblico, ma che in questo anno non sono stati più presenti. Dichiara, durante il tradizionale scambio di auguri di fine anno tra gli operatori delle forze dell'ordine e la cittadinanza in piazza Duomo, che "Con l'anno nuovo non vedo motivi perché una parte delle ordinanze che limitano gli orari degli esercizi pubblici in alcune zone dove si sono verificati numerosi episodi di criminalità non possano essere revocate" – e continua dicendo - "Le ordinanze comunali sono nate come una risposta a una emergenza di ordine pubblico, determinata da ripetuti episodi, ma questi episodi, in almeno due delle tre zone dove sono state applicate le ordinanze, ovvero nel quartiere Sarpi e in via Padova, non si sono più verificati. Non vedo quindi perché non possano essere revocate, anche perché a quasi un anno dall'entrata in vigore dei provvedimenti rischierebbero di trasformarsi in provvedimenti strutturali, cosa che invece non sono".

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