Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Osservatorio sanità Unisalute. Prevenire meglio che curare? Non per i milanesi

Quasi uno su due si preoccupa della propria salute solo al manifestarsi di un sintomo o dolore. Più attente le donne (76%), ma una su quattro non ha mai fatto una mammografia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

"Prevenire è meglio che curare". Così recitava un noto spot che invitava ad occuparsi della propria salute con continuità.

Un messaggio tutt'ora valido ma in gran parte inascoltato a Milano se, come emerge dall'ultima ricerca1 commissionata dall'Osservatorio Sanità2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, il 42% dei milanesi con più di 30 anni (e la percentuale tra gli uomini sale al 57%) si occupa di questioni legate alla propria salute solo in presenza di un sintomo o di un dolore.

Si tratta di quasi un adulto su due che non fa alcuna attività di prevenzione medica ma si sottopone a visite ed esami solo quando è il proprio corpo a lanciare specifici messaggi di aiuto.

Non sorprende quindi che questa percentuale salga al 52% nella fascia 30-35 anni, quando si è nel pieno delle proprie forze ed è quindi percepita come minore la necessità di fare visite preventive.

Maggiore l'attenzione invece tra gli over 55, dove il 60% dichiara di fare controlli una volta l'anno.

L'Osservatorio UniSalute ha quindi indagato quali, tra le molte possibili visite ed esami a cui ci si può sottoporre per un controllo, gli abitanti del capoluogo lombardo - coscientemente o meno - sembrano trascurare. Ne emerge un quadro allarmante.

Preoccupa scoprire come due uomini su tre (66%) non abbiano mai effettuato una visita andrologica o urologica. Dati che confermano l'allarme lanciato alcuni anni fa dagli specialisti alla notizia dell'abolizione della leva obbligatoria. Per molti ragazzi infatti, quella del reclutamento militare era l'unica occasione per un controllo andrologico.

E le milanesi? Se è vero che per il 76% del campione complessivo sono loro, molto più degli uomini, ad essere attente alle questioni legate alla prevenzione e alla salute (lo ammette anche il 60% degli uomini intervistati), purtroppo non sempre hanno le dovute attenzioni: una donna su quattro (25)% non ha mai effettuato una mammografia.

L'80% del campione, che siano uomini o donne, dichiara poi di non essersi mai sottoposto ad esami angiologici, per scoprire lo stato di salute dei propri vasi sanguigni (a cui si ricollegano patologie quali aneurisma, aterosclerosi e trombosi). Percentuale che sale al 91% tra chi ha superato i 55 anni. Una nota positiva arriva almeno dai controlli in ambito cardiologico: il 66% degli over 30 effettua periodicamente visite ed esami legati allo stato di salute del proprio cuore (dalla misurazione della pressione all'elettrocardiogramma). Sicuramente un dato confortante, considerato che le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nell'Unione Europea: il 48% dei decessi sono infatti provocati da ictus o malattie coronariche3. Si tratta però del valore più basso tra quelli emersi dall'indagine rispetto a quanto nazionale, dove la percentuale di coloro che tengono sotto controllo il cuore si attesta all'82%, a dimostrazione di come vi sia poca attenzione alla prevenzione.

Il corpo umano è una macchina straordinaria ma al tempo stesso complessa e delicata. Solo un'attività di controllo consapevole e costante può permettergli di funzionare al meglio. Purtroppo la ricerca UniSalute dimostra come tra i milanesi non esista ancora una radicata cultura della prevenzione che, assieme ad uno stile di vita sano, è elemento imprescindibile per vivere al meglio in salute.

1 Indagine CAWI condotta dall'istituto di ricerca Nextplora ad inizio febbraio 2012 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d'età (over 30), sesso ed area geografica.
2 L'Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l'obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su temi quali prevenzione, fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo dell'welfare sanitario in azienda.
3Rapporto "Statistiche delle malattie cardiovascolari in Europa 2008" pubblicato dallo European Heart Network.

 

 

UniSalute, fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione salute attraverso un modello innovativo e differente: al tempo stesso potente centrale di acquisto e controllore specializzato della qualità delle prestazioni sanitarie per tutti i propri assicurati.
Sintesi tra competenze assicurative e cliniche - anche alcune decine di medici specialisti tra i suoi dipendenti - UniSalute opera attraverso una rete di oltre 7.000 convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ad oggi conta oltre 4 milioni e 100 mila clienti e nel 2010 ha raggiunto il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria assicurati e delle Casse Professionali.

 

 

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