Avvocatessa accoltellata e nel suo studio a Milano, la polizia cerca quest'uomo: la foto

Secondo i poliziotti l'uomo "potrebbe essere a conoscenza di elementi utili per le indagini"

L'uomo cercato dalla polizia

Non ha ancora un nome e un volto la persona che il 20 luglio del 2017 ha quasi ucciso nel suo studio di via Pellegrini l'avvocato Paola Marioni. Gli agenti della Questura di Milano stanno indagando da oltre due anni e l'inchiesta sembra essere arrivata a un punto chiave: gli investigatori, infatti, avrebbero individuato un uomo "che potrebbe essere a conoscenza di elementi utili per le indagini", si legge in una nota diramata da via Fatebenefratelli.

Le immagini riprese dalle telecamere

Chi è l'uomo che cerca la polizia

Le telecamere, alle ore 18.45 circa, hanno inquadrato un uomo che è transitato nei luoghi in cui è avvenuto il fatto. Nello specifico è stato ripreso mentre camminava da Corso di Porta Romana si verso via dei Pellegrini. Solo qualche minuto dopo lo stesso personaggio è stato ripreso in lontananza dalle telecamere dello stabile di via Cassolo n. 6 mentre si allontana dalla zona interessata dai fatti. L'uomo indossava un cappello di colore grigio, un paio di occhiali da vista con montatura nera, una maglietta di colore blu scuro, un paio di pantaloni di colore bianco, un paio di scarpe sportive di colore blu con suola bianca e uno zaino di colore blu modello sacca.

A lui non è attribuita nessuna responsabilità: gli investigatori lo stanno cercando perché è "sicuramente transitata nei pressi del luogo del fatto".

Come contattare la polizia

Chiunque riconoscesse l'uomo può contattare telefonicamente gli investigatori al numero 345.6106426, telefono in uso alla 3^ sezione della Squadra Mobile della Questura di Milano.

Paola Marioni, l'avvocato accoltellato nel suo studio

Tutto era accaduto intorno alle 18.40 di giovedì 20 luglio. La donna era stata aggredita e accoltellata all'interno del suo studio. La professionista, specializzata in diritto civile e che assiste i condomini nei loro rapporti con le proprietà degli stabili, era stata colpita con diversi fendenti al collo e all'addome. All'interno del suo studio non mancava nessun Faldone.

L'avvocatessa, poco dopo l'aggressione, fece alcuni nomi che secondo quanto riferito dagli investigatori della Squadra Mobile ai giornalisti non hanno portato a nulla. Non solo: non è mai stata trovata l'arma del delitto né è stato ipotizzato un movente. Il fascicolo è aperto a carico di ignoti. 

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