Cronaca

Il Papa alla Scala: "Ci sta dicendo che per lui il teatro è un'istituzione importante"

Parla Daniel Barenboim, che dirigerà per il Papa la Nona di Beethoven: "Non l'abbiamo scelto perché è tedesco, ma perché in lui c'è tutto"

"Non è un obbligo che il Papa venga alla Scala", dice Daniel Barenboim, direttore musicale del Tempio della Lirica mondiale. "E proprio per questo lo considero un grande onore per tutto il teatro. Un onore e anche qualcosa di più".

Secondo il direttore, "Il Papa venendo in teatro considera la Scala un'istituzione culturale molto importante. E' come se dicesse: io vengo per pochissimo tempo a Milano, e voglio andare lì". E' previsto che - dopo il concerto - Ratzinger si fermi a parlare brevemente con i lavoratori della Scala. Barenboim spiega che la Nona di Beethoven è stata "una scelta facile, e non è caduta su un compositore tedesco perché il Papa è tedesco. Beethoven è un simbolo del potere della musica, in lui c'è tutto: dramma, epica, lirismo, grandi gesta. Manca solo la civetteria, e per il Papa ci voleva un componimento importante, non una sciocchezza".

Anche Giovanni Paolo II venne alla Scala: assistette a un concerto il 21 maggio 1983.

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