Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Papalia scrive al sindaco di Buccinasco: “Sono un normale cittadino, basta parlare di me”

Il "padrino" scrive al sindaco. Ecco la risposta del primo cittadino della Platì del Nord

Papalia alla comunione della nipote - Frame da video

Per anni è stato il “capo”, il padrone, il “padrino” - come lo chiamavano - di quella città. Ma adesso, ora che da poco è tornato a essere un uomo libero, chiede di essere un semplice cittadino e niente altro. 

Rocco Papalia, il boss della ‘ndrangheta considerato uno dei più importanti capi della mafia calabrese in Lombardia, ha scritto al sindaco di Buccinsco - sua città “adottivo” - per convincerlo a spegnere i riflettori. 

"Nginu" è uscito dal carcere a maggio scorso dopo aver scontato venticinque anni di prigione per omicidio, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sequestro di persone ed è subito tornato a Buccinasco, dove è tuttora sottoposto a un regime di sorveglianza speciale perché ritenuto “socialmente pericoloso”. La sua unica apparizione pubblica era avvenuta poco dopo la scarcerazione, quando si era presentato alla comunione di sua nipote, il cui orario era stato anticipato proprio per permettere a Papalia di essere presente. 

Il suo ritorno nella “Platì del Nord” e la presenza alla messa, inevitabilmente, avevano fatto discutere. Ma adesso è proprio Papalia a chiedere silenzio. 

I suoi legali, infatti, hanno inviato una lettera al sindaco di Buccinasco, Rino Pruiti, per invitarlo a non parlare più dello “scomodo” concittadino. Un invito, questo, che Pruiti non sembra avere intenzione di accogliere. 

“Tramite i suoi avvocati ora chiede il silenzio - ha scritto il primo cittadino in una lettera pubblicata sul sito del comune -. Si sente vittima dei media e si appella al sindaco, tanto da indirizzargli una lettera per ricordare di avere precisi doveri da rispettare e, se si comporta da cittadino corretto, di avere anche il diritto ‘al rispetto di quella sfera di intangibilità che ci rende un Paese – auspicabilmente – civile’. E prosegue: ‘Proprio in nome di quella pace sociale da tutti doverosamente inseguita, e di là di intemperanze dei mezzi di comunicazione, ci appelliamo dunque a Lei per condividere i medesimi auspici’. Papalia - ha spiegato Pruiti, dopo aver reso pubblica una parte della missiva del boss - chiede in buona sostanza di essere considerato un normale cittadino, uno che ha scontato la sua pena e che ora desidera trascorrere i suoi ultimi anni di libertà lontano dai riflettori”.

“La risposta deve essere chiara – ha attaccato il sindaco – e non può che essere una: no. Buccinasco non starà in silenzio, Buccinasco non potrà mai considerare Rocco Papalia come un cittadino uguale agli altri, perché lui non lo è. Non possiamo far finta di niente e dimenticarcene, tutt’altro, noi lo vogliamo far sapere a tutti, vogliamo far conoscere la storia della ‘Platì del Nord’, un appellativo che non abbiamo scelto noi e non ci piace ma che non possiamo ignorare”.

“Abbiamo chiesto a Papalia di chiedere scusa alla nostra città per il male che ci ha fatto, un pentimento per le sue azioni - ha raccontato Pruiti -. Una lettera di questo tenore i suoi avvocati non l’hanno protocollata, noi ci aspettiamo questo, non altro possiamo accettare. Per questo moltiplicheremo le iniziative e lo faremo soprattutto nella villa confiscata di via Nearco, accanto a dove vive lui. Non dimentichiamo - ha concluso il sindaco - l’insegnamento del giudice Paolo Borsellino che invitava i giovani a parlare di mafia, parlarne alla radio, in televisione, sui giornali, parlarne”.
 

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