Darsena, continua la lotta del comitato Navigli contro i box

Il progetto dei parcheggi è stato modificato strutturalmente nel 2006. Per questo il Comune ha bloccato i lavori della società appaltatrice che ha presentato ricorso prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. La sentenza il prossimo 10 novembre

Il progetto preliminare risale al 2003. I lavori iniziano, ma vengono interrotti. Nel 2009 il Tar si è pronunciato a favore del Comune, a scapito della ditta appaltatrice del maxi parcheggio. Ad oggi la vicenda non si è conclusa, e si attende la sentenza del Consiglio di Stato. Ricostruirne le tappe è un lavoro complesso. La storia del maxiparcheggio a rotazione, che sarebbe dovuto sorgere al di sotto della Darsena milanese, inizia nel lontano 2002. Sono trascorsi otto anni, ma la vicenda ancora non ha conosciuto conclusione.

Gabriella Valassina, membro del Comitato Navigli, procede per tappe, seguendo anno dopo anno lo svolgersi degli eventi, tra carte, sentenze e progetti. È a cavallo tra il 2002 ed il 2003 che viene emanato il bando di gara, e successivamente approvato il progetto preliminare presentato dalla società Darsena Spa. Il Comune dà il via libera alla costruzione, in project financing, di un vasto parcheggio sotterraneo. Si contano 713 box auto a rotazione disposti su due livelli.

I cittadini ed i membri del Comitato Navigli iniziano a fremere, “un progetto di quelle dimensioni – denuncia oggi la signora Valassina – avrebbe modificato per sempre l’unicità del luogo aumentando l’afflusso di auto private nel quartiere a scapito della vivibilità e dell’ambiente, basti pensare all’impatto visivo che avrebbero avuto le rampe di entrata ed uscita, ed alla sottrazione di spazio alle banchine. Inoltre, si sarebbero favoriti gli avventori notturni, come sempre a scapito dei residenti”.

Nonostante le critiche, nel 2004 iniziano le prime, ed ultime, opere di scavo. Si procede dunque alla preparazione del cantiere, ed alla successiva ricerca di reperti archeologici. L’anno successivo si denuncia il rinvenimento del Bastione Spagnolo, delle mura ottocentesche e della Conca Lignea di Viarenna, capolavoro datato 1439 e noto fino a quel momento in quanto descritto da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico. Ma i lavori si interrompono per mancanza di fondi.

Sono trascorsi più di 3 anni dall’inizio delle vicissitudini, quand’ecco che nel 2006 Darsena Spa presenta un nuovo progetto, causa la mancanza di equilibrio finanziario; ma il nuovo disegno non è congruo con la convenzione approvata il 23 settembre del 2004. Vengono infatti introdotte delle modifiche strutturali (si passa da 2 a 3 piani) e si aumenta il numero di parcheggi di circa 300 unità, da destinarsi ai residenti. L’Amministrazione comunale procede quindi nel blocco dei lavori, chiedendo la recessione del contratto e togliendo la concessione del suolo pubblico alla società di costruzione. Il Comitato Navigli tira un sospiro di sollievo, ma le contese non sono finite.

Darsena Spa ricorre infatti al TAR che, nell’ottobre 2009, conferma quanto richiesto dal Comune. Seguono alcuni mesi di stallo, quindi un nuovo ricorso della società, questa volta direttamente al Consiglio di Stato. “La sentenza – conclude Gabriella Valassina – sarebbe dovuta essere emessa lo scorso 26 ottobre, ma è stata posticipata al prossimo 10 di novembre. Ora siamo in attesa, nella speranza che, in quella data, ogni possibile progetto possa essere definitivamente archiviato”.

 

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