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Cronaca

Pisapia al convegno di Rifondazione: "Salvare il Parco Sud e l'agricoltura milanese"

Il candidato alle primarie ha partecipato ad un convegno sulla difesa del parco che si è tenuto mercoledì 25 ottobre presso il centro sociale Barrio's. Secondo Pisapia il parco non deve essere edificato ma coltivato

"Stavolta ce la facciamo”. Giuliano Pisapia si mostra sicuro davanti alla platea amica raccolta da Rifondazione Comunista, che ha invitato il candidato alle primarie del centrosinistra a un convegno sulla difesa del Parco Sud, presso il centro sociale Barrio’s. Pisapia ascolta per oltre un’ora e mezza gli interventi dei relatori e di alcuni militanti.

Il dibattito si snoda intorno alla tutela territoriale del parco, "sotto triplice attacco - spiega l’architetto e urbanista Luigi Caprarella - perché “i Comuni hanno bisogno degli oneri di urbanizzazione per ripianare i loro bilanci, a volte questi oneri incidono per il 75% delle entrate; poi Milano ha fame di nuove strade, che funzionano come fossero nuove cinte murarie urbanizzando ciò che c’è dentro le nuove mura con i centri commerciali, che sono già troppi e saranno probabilmente destinati all’edilizia residenziale. Infine perché alcuni sindaci motivano l’espansione edilizia con l’esigenza di housing sociale”.

Difesa del parco significa innanzitutto difesa dei suoi prodotti agricoli. L’urbanista del Politecnico Giorgio Ferraresi e l’imprenditore agricolo Dario Olivero illustrano il bisogno che il territorio si sappia difendere da sé, promuovendo la “sovranità alimentare” anche a Milano, secondo Comune agricolo d’Italia dove oggi predominano le produzioni di cereali, e favorendo l’agricoltura biologica: tutti sistemi per arrivare a un valore del bene che si crei direttamente presso l’azienda agricola e non, come succede oggi, nei passaggi successivi. Lo si può fare, spiega Ferraresi, “avvicinando produttori e consumatori per restituire loro il controllo dello scambio”. Quindi varietà di colture e gruppi d’acquisto solidali, ma anche, per esempio, obbligare Milano Ristorazione (la municipalizzata che gestisce le mense comunali) a rifornirsi dagli agricoltori del territorio. Secondo Ferraresi, “l’economia agricola forte, come nel Chianti o in Franciacorta, si difende da sé, non c’è bisogno di tutelarla dall’alto. Occorre che anche a Milano l’economia agricola diventi forte”.

Pisapia raccoglie la sfida e fa sue le proposte: “il Parco Sud si può ancora salvare. Dobbiamo bloccare la nuova tangenziale est, che porterebbe con sé una spinta all’urbanizzazione. Ma soprattutto abbiamo già un’idea alternativa di città, e abbiamo le intelligenze e i progetti per realizzarla”.

“Il primo impegno”, continua il candidato, “è di non far approvare il Pgt, che si basa sull’idea di Masseroli di aumentare gli abitanti fino a un milione e 800mila: l’obiettivo è costruire grattacieli anziché rendere vivi i quartieri, e le nuove costruzioni si faranno inevitabilmente al posto di terreno agricolo. Il Parco Sud è una priorità anche perché può diventare una ricchezza ecologica ed economica”.

Gli chiediamo cosa ne pensa dell’emendamento al Pgt, proposto da alcuni consiglieri di sinistra e approvato da tutto il consiglio, che qualche mese fa ha statuito che nel Parco Sud non si potrà costruire niente se non previa approvazione del consiglio comunale. “Riguarda solo Milano”, risponde Pisapia. “Purtroppo ci sono altri 60 comuni che possono decidere diversamente. Il problema non si porrebbe se si fosse fatta la Città Metropolitana, che non si è fatta anche per impedimenti non attribuibili alla Moratti. Ma il Comune di Milano dovrebbe a questo punto esercitare, usando una brutta espressione, una pressione morale ed economica sugli altri Comuni. Il fatto è che al contrario sta venendo a mancare, non solo sul Parco ma in generale, il dialogo tra Milano e i Comuni dell’hinterland”.

Qualche stoccata all’avversario più forte alle primarie, Stefano Boeri: “L’altro giorno”, racconta Pisapia, “ero all’Isola e mi hanno detto: bravo, tu non sei quello che ha rovinato la Stecca”, riferendosi alla Stecca degli Artigiani, un ex capannone che racchiudeva diverse attività artigianali e che, dopo varie proposte contraddittorie, è stato demolito per far posto ad alcuni progetti proprio di Boeri. E poi: “abbiamo le carte in regola per vincere, sia le primarie sia le comunali, perché stavolta ci sono candidati diversi che si confrontano. Alcuni candidati non avranno remore, altri sì. Tra i candidati c’è chi ha costruito grattacieli e chi si è battuto per la pace e contro la pena di morte”.

C’è spazio, in chiusura, per alcune proposte concrete: “i bilanci dei consigli di zona siano partecipati dai cittadini almeno per il 15%, perché oggi si tratta di enti troppo vasti e i consiglieri non possono avere la percezione del territorio. E per tutelare il Parco Sud si deve coinvolgere Milano Ristorazione. Ma oggi le municipalizzate sono governate dai trombati alle elezioni, dai parenti dei politici e dai politici con doppi incarichi. Occorre cambiare le regole di governance, perché ci devono andare gli esperti”.

Infine una considerazione politica: “Sono felice perché insieme abbiamo ricostruito quella che sembrava una chimera. Abbiamo riconquistato il popolo della sinistra, che lavora fervidamente nei comitati per cambiare la città. Ora dobbiamo scrivere un programma con il quale dare un segnale forte di cambiamento che sarà apprezzato non solo dagli elettori di centrosinistra ma anche dai delusi dalla Moratti”.

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