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Minori clandestini, il comune cerca pediatri volontari

Dopo la bocciatura, in consiglio regionale, di una mozione per garantire cure continuative anche ai figli di clandestini, Majorino cerca soluzioni alternative

Dopo la bocciatura, in regione, della mozione con cui si chiedeva di garantire cure pediatriche continuative ai figli di clandestini, l'assessore alle politiche sociali di Milano, Pierfrancesco Majorino, sta preparando una lettera per reclutare pediatri volontari. "Si mette a rischio la salute dei bambini e si intasano senza motivo i pronto soccorsi ospedalieri", dice l'assessore riferendosi al fatto che, ai figli di clandestini, è comunque garantito il servizio di pronto soccorso pediatrico per i casi d'emergenza.

"Non lasciamoli soli": così si intitolerà la lettera di Majorino ai pediatri e alle associazioni. "Ogni bambino va curato", conferma Paolo Siani, presidente della Associazione culturale pediatri: "Negare il diritto in questione", continua, "significa ignorare il bisogno sociale della prevenzione". L'iscrizione dei minori irregolari al servizio sanitario nazionale, per la Naga, è "uno degli impegni contemplati dall'accordo Stato-Regioni, già sottoscritto anche dalla Lombardia nel dicembre 2012 con la firma di Roberto Formigoni, che vincola il suo successore e la nuova giunta".

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