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Cronaca Castano Primo

L'ex dipendente comunale accusato di pedofilia contro una 11enne e una 16enne

L'uomo era stato condannato in via definitiva per episodi simili

Deve rimanere in carcere il 65enne ex dipendente del Comune di Castano Primo (Milano) finito in cella per avere adescato una bambina di 11 anni e anche accusato di pornografia minorile nei confronti di una 16enne. Il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso avanzato dal difensore dell'uomo.

I giudici hanno ritenuto che sussista il pericolo di reiterazione del reato. In uno sviluppo dell'inchiesta, infatti, che è coordinata dalla pm Alessia Menegazzo, sarebbero emersi altri quattro casi simili che riguardano ragazzine sotto i 14 anni di età. L'uomo è accusato anche di detenzione di "ingente" quantitativo di materiale pedopornografico.

Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip Angela Minerva si legge che ha avuto una condotta di "particolare gravità e pericolosità in termini di reiterazione, alla luce della spregiudicatezza dimostrata" sia "attraverso l'adescamento contemporaneo di più minori, sia attraverso la condotta in concreto tenuta".

L'ex dipendente del Comune era stato condannato in via definitiva per episodi simili. Nell'atto il giudice ha anche fatto riferimento alla "particolare violenza" delle proposte di contenuto sessuale avanzate nei confronti delle sue vittime e ha anche sottolineato "come tale violenza verbale aumenti nonostante l'evidente disagio delle giovani interlocutrici".

Il pedofilo scoperto da Le Iene

Il presunto pedofilo, sposato e con figli, è stato smascherato da un servizio mandato in onda da "Le Iene". Ad allertare la giornalista della trasmissione di Italia 1 è stata la mamma della piccola, preoccupata dai messaggi ricevuti dalla bimba da parte dell'uomo. Così, gli autori del servizio hanno preso il cellulare della bambina e hanno continuato a messaggiare con il presunto pedofilo, che su Instagram prima e su Whatsapp poi, ha manifestato le sue vere intenzioni, arrivando addirittura a inviarle una foto dei suoi genitali. Da "Le Iene" hanno così chiesto aiuto alla polizia locale di Milano e gli agenti hanno fermato l'uomo, sequestrando il suo cellulare e il suo computer con il via libera della procura. 

Anche il comune di Castano Primo ha preso posizione sulla vicenda. "In merito al servizio televisivo del programma 'Le Iene' andato in onda il 16 marzo 2021 e alle successive notizie apparse sui social network e quotidiani online, il sindaco e l'amministrazione comunale intendono chiarire sin d'ora che la notizia ha sconvolto tutti, al di là di ogni sensazionalismo di sorta", si legge in una nota ufficiale.

"Le aberranti accuse mosse nel servizio televisivo non lasciano indifferenti e proprio per questo è necessario rispettare e tutelare il lavoro della magistratura. L'amministrazione comunale era all’oscuro del contenuto dell’indagine e ha già assunto in queste ore tutti i provvedimenti opportuni e necessari a tutelare i cittadini, l'ente e i servizi degli uffici", hanno annunciato dal comune, spiegando che l'uomo è stato sospeso dal lavoro in via cautelare. E ora deve restare in carcere.

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