Cronaca

Adesca ragazzine online per farsi mandare le loro foto nude: dovrà stare lontano da internet

Una sua vittima ha tentato il suicidio. Lui è in carcere ma una volta fuori sarà sorvegliato

Repertorio

Non dovrà usare internet, né potrà usare alcun tipo di dispositivo collegato alla rete, per tre anni. È una delle tante misure a cui dovrà sottostare un ragazzo italiano di 28 anni, nel momento in cui uscirà dal carcere. Il giovane, finito in prigione per essere un adescatore seriale di minori online, una volta varcata la soglia della prigione diventerà un sorvegliato speciale.

Sono stati i poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Milano, coordinati da Alessandra Simone, a individuare il caso e sottoporlo al questore, che ha poi richiesto l'applicazione della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con ingiunzione trattamentale.

Stando a quanto ricostruito dai polizia, il 28enne autore del grooming avrebbe adescato una trentina di vittime. Sempre ragazze adolescenti di 13, 14, 15 e 16 anni, alle quali prima o poi chiedeva sempre la stessa cosa: foto di loro nude o in pose sensuali, alle quali rispondeva con le sue foto nudo. Quando le vittime si rifiutavano, il 28enne cominciava ad assillarle in mille modi: con minacce, insulti che spesso coinvolgevano anche gli amici e la famiglia delle giovanissime. 

Le foto delle ragazzine nude mandate ai parenti

Gran parte degli episodi per i quali il 28enne è finito in carcere sono stati commessi tra il 2011 e il 2012. In quel periodo grazie all'uso massivo di piattaforme di social network e di giochi multigiocatore in rete, era riuscito a far cadere nella sua trappole tante ragazzine. Il suo modus operandi era sempre lo stesso. Ad una minore, per esempio, prima l'aveva convinta a mandargli cinque fotografie di lei senza vestiti e poi, quando la giovanissima ha avuto dei ripensamenti perché si era fidanzata, aveva provato a conquistare il ragazzo fingendosi una coetanea. Tutto con l'intenzione di farli separare. Non avendo ottenuto grandi risultati, aveva inviato ad alcuni parenti della 16enne le sue foto nuda.

La giovanissima che ha tentato il suicidio

Anche se il caso più grave, dopo il quale è stato arrestato per la prima volta - nell'ottobre 2012 - è quello di un'altra giovanissima che l'uomo aveva conosciuto grazie ad una comitiva di amici. Se ne era invaghito e aveva iniziato a stalkerizzarla in modo pesantissimo. Lei, ma anche le sue amiche, con minacce sempre più insopportabili: "siete solo delle puttane". Alla fine, la minore si era ritrovata isolata, perfino dalla sua comitiva. E un bel giorno, stressata per quella situazione, aveva deciso di gettarsi da un terzo piano: dopo aver scritto due bigliettini indirizzati alla mamma e al suo stalker. La giovane non è morta ma quel volo le aveva provocato danni permanenti. Lui è stato indagato anche per istigazione al suicidio.

Anche durante i suoi periodi di detenzione, secondo quanto riferito dalla polizia, il 28enne non ha mai smesso di avere quell'atteggiamento per il quale avrà l'obbligo di farsi seguire da uno specialista. Tanto che nella sua cella, è stato scoperto, nascondeva del materiale pedopornografico. Lui, a quanto pare, si è giustificato affermando di utilizzarle come merce di scambio con altri detenuti per barattare generi alimentari.

Il secondo arresto è arrivato, per gli stessi motivi, è arrivato il 26 gennaio 2019. Proprio in vista della sua scarcerazione, i poliziotti hanno deciso che, considerando la serialità delle sue attività criminali, non fosse il caso di lasciarlo agire in libertà. Per consentirgli di "prendere coscienza del forte disvalore sociale delle condotte commesse, in una prospettiva di contenimento delle sue pulsioni antisociali", come dice la stessa questura.

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