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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Pedofilo violenta per oltre un anno bambina di Chernobyl

Per oltre un anno avrebbe costretto una ragazzina di 11 anni, nata a Chernobyl e a lui affidata nell'ambito di un "programma per soggiorni di risanamento", a subire atti sessuali

Per oltre un anno avrebbe costretto una ragazzina di 11 anni, nata a Chernobyl e a lui affidata nell'ambito di un "programma per soggiorni di risanamento", a subire atti sessuali e, inoltre, avrebbe realizzato immagini pedopornografiche riprendendo la bambina e un'altra ragazzina bielorussa, anche lei proveniente dalla città del disastro nucleare.

Per l'uomo, G. P., 80 anni, il pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto una condanna a 6 anni di reclusione nel processo con rito abbreviato davanti al gup Stefania Donadeo. L'anziano è anche accusato di aver prodotto nel 2012 "materiale pedopornografico virtuale realizzato - si legge nell'imputazione - utilizzando parti di immagini di minori degli anni diciotto".

In sostanza, l'uomo avrebbe rielaborato "numerose immagini pornografiche sostituendo al volto femminile originale" alcune fotografie scattate alle sue tre nipotine "ed al volto maschile quello proprio". G.P. era stato arrestato in flagranza di reato il 5 ottobre del 2012, perché riprendeva "clandestinamente" immagini di ragazzine in un centro commerciale con una "microcamera occultata in un borsello". Per lui, poi, i domiciliari in ragione dell'età avanzata.

Dopo l'arresto, le indagini sugli apparecchi elettronici sequestrati (computer, fotocamere, videocamere, telefoni, registratori, cd-rom e chiavi usb) hanno permesso agli investigatori anche di fare luce sulla vicenda delle bambine di Chernobyl e dei video virtuali con le nipotine (parti civili nel processo). Stando all'inchiesta, l'uomo avrebbe abusato, tra il gennaio del 2006 e il febbraio 2007, di una bambina bielorussa "anche usando violenza" e a volte dandole "alcune monete".

In relazione ai foto-montaggi virtuali realizzati con le immagini delle nipotine (e a volte anche con quelle delle bimbe bielorusse) negli atti dell'inchiesta si legge che si tratta di video "in grado di alimentare il mercato della pedopornografia", anche se sono immagini di "situazioni non reali". La sentenza è attesa per venerdì prossimo, 20 dicembre.

Sulle prime, il gip non aveva convalidato l'arresto perché il materiale non sembrava essere "quantitativamente ingente", ma le indagini sono proseguite fino a individuare 166 fotografie e 23 filmati. L'accusa di cui l'uomo deve ora rispondere è di violenza sessuale aggravata dall'età delle vittime, abuso di relazione di ospitalità, detenzione di materiale pedo-pornografico, pornografia minorile virtuale e induzione alla prostituzione. In relazione a quest'ultimo capo d'accusa, infatti, secondo gli investigatori in un caso avrebbe consegnato monete a una bambina in cambio di baci.

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