Cronaca

Pentito dell'Isis e detenuto in Kurdistan, vuole tornare in Italia. Dove è stato già condannato

Il giovane protagonista, che aveva vissuto in una comunità della provincia di Milano, è ora sotto processo d'appello

Già alloggiato in una comunità di accoglienza per minori in provincia di Milano, la Kayros, oggi ha 24 anni ed è a processo d'appello come foreign fighter. Si tratta del marocchino Monsef El Mkhayar. Il giovane, che partì per la Siria nel 2015, è detenuto nel Kurdistan siriano, catturato dalle forze democratiche che combattono l'Isis, ma nel frattempo si è dissociato dallo Stato Islamico pentendosi di avervi aderito.

Appello rinviato

Per il suo stato di detenzione all'estero, ovviamente non gli è possibile presenziare al processo d'appello, che sarebbe iniziato il 10 aprile a Milano, pertanto il suo legale ha presentato la richiesta di legittimo impedimento ottenendo un rinvio dell'udienza al 20 marzo 2020. El Mkhayar ha anche dichiarato di voler collaborare con le autorità italiane e di voler tornare nel nostro Paese. 

La sua storia a "Le Iene"

Don Claudio Burgio, responsabile della comunità Kayros, aveva pubblicato una lettera aperta in forma di libro rivolta e dedicata a El Mkhayar e aveva dichiarato la sua disponibilità a riaccoglierlo nel caso in cui (davvero pentito) fosse tornato in Italia. Il ragazzo nel 2017 è stato condannato in primo grado a 8 anni di reclusione come richiesto dal pm Piero Basilone. Tra le prove, una serie di foto e di messaggi in chat (su Facebook) che dimostravano i suoi tentativi di fare proselitismo presso alcuni degli ospiti della comunità alloggio in Italia. Dopo il suo pentimento, del suo caso si sono occupate, di recente, anche le Iene con Giulio Golia. 

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