Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Derby, petardi fuori e dentro il Meazza: nove ultras del Milan indagati

Per otto di loro scatterà il Daspo in quanto recidivi. Il gruppo ha da 23 a 50 anni

La curva Sud durante il derby (foto curvasudmilano.it)

Avevano esploso botti e petardi dentro e fuori dallo stadio di San Siro prima e durante il derby: la polizia li ha identificati e denunciati all'autorità giudiziaria. Nei guai nove tifosi ultras della curva Sud, quindi del Milan, per quello che è accaduto il 21 settembre 2019 al Meazza in occasione della "stracittadina" vinta dall'Inter per 2 a 0

Derby: le coreografie di Milan e Interr

Secondo quanto riferisce la questura milanese, "il quantitativo del materiale esplodente all'interno dell'impianto avrebbe potuto causare gravi pericoli sotto il profilo della sicurezza pubblica". Dopo la partita, gli agenti della Digos si sono messi al lavoro scandagliando i filmati della videosorveglianza interna e alla fine hanno individuato nove persone, tutti uomini tra i 23 e i 50 anni, per i quali è scattata la denuncia per lancio di materiale pericoloso durante le manifestazioni sportive. 

Il gruppo degli ultras

Tutti e nove appartengono a gruppi ultras rossoneri. Si tratta di un 23enne, un 24enne, un 30enne, un 37enne, un 43enne, un 44enne, un 46enne e due 50enni. Tra questi, otto (quindi tutti tranne uno) sono risultati recidivi, per cui per loro scattterà la misura del Daspo per almeno cinque anni (fino a dieci), con l'obbligo di firrma durante le partite del Milan. I tifosi avevano organizzato quella che loro definiscono «una spettacolare torciata» con fumogeni. 

Secondo un comunicato della curva, il Milan, su ordine della questura, avrebbe anche disposto di negare d'ora in poi l'uso del magazzino finora utilizzato per depositare il materiale, l'impianto voce e i tamburi. Il comunicato mette in relazione diretta questo diniego con l'operazione che ha portato alle indagini per i nove ultras. «Perché colpirci in questo modo?», si chiedono i dirigenti della curva: «Perché toglierci quello che ci siamo riconquistati dopo anni di lotta contro un sistema poliziesco e giornalistico che vede negli ultras solo dei criminali da reprimere? Perché tentare di trasformare una grandiosa torciata in un problema di ordine pubblico?».

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