Non sopporta che la sua fidanzata guadagni molto più di lui: la minaccia di morte e le rompe un braccio

L'uomo è stato condannato in appello per maltrattamenti. La sua ex ha dovuto rinunciare alla carriere lavorativa mettendosi in aspettativa per cercare di sfuggirgli

Repertorio

Ossessivamente geloso fino a picchiare e maltrattare l'ex compagna per tre anni, tutto per invidia: non sopportava di guadagnare decisamente meno di lei. Ora la corte d'appello di Milano ha confermato la condanna in primo grado a tre anni di reclusione (ai domiciliari), che gli era stata comminata dal tribunale di Busto Arsizio.

La vicenda ha per protagonisti un 58enne di Canegrate, originario della Sicilia, e la sua ex compagna, una donna che risiedeva nell'hinterland di Milano e che, ad un certo punto, si è sentita costretta a trasferirsi prima presso la figlia, poi presso un'amica e quindi a rinunciare a casa (vendendola) e lavoro (mettendosi in aspettativa) per "sparire" dalla circolazione e sperare che il suo ex non la tormentasse più.

La donna, da quel che si è saputo, nell'hinterland milanese aveva una buona posizione lavorativa ed era anche politicamente impegnata. La convivenza tra i due è durata tre anni, durante i quali l'uomo ha mostrato, oltre al proprio "senso di fallimento", anche un atteggiamento ripetutamente violento e collerico. Il 58enne è peraltro recidivo visto che era stato in passato denunciato per stalking da una ex fidanzata, e quella vicenda era finita con una condanna.

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Dopo la fine della relazione, il 58enne ha proseguito con il suo atteggiamento violento rompendo all'ex un braccio e un polso, nonché minacciandola di chiuderla in un sacco e gettarla nelle acque del Ticino. L'arresto risale al mese di aprile del 2017, poi la condanna in primo grado e la conferma, l'11 settembre, in appello.

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