Cronaca Via Milano

Si getta dal balcone per sfuggire al marito violento: "Vi prego salvate mia figlia piccola"

"Al mio paese, Sri Lanka, se denuncio mio marito mi ammazzano, per questo non l'ho mai fatto". La storia

Immagine di repertorio

Era almeno un anno che veniva picchiata dal marito ma non aveva mai denunciato perché non era una cosa contemplata nella sua cultura. "Al mio paese, Sri Lanka, se faccio una cosa del genere mi ammazzano", avrebbe rivelato ai carabinieri una volta in caserma.

I militari l'hanno salvata dalla furia dell'uomo giovedì mattina, alle sette, a Corsico (Milano). Quando la pattuglia è arrivata la donna, una quarantaseienne, correva in pigiama e scalza per strada. L'uomo, un suo connazionale, coetaneo, era tornato a casa ubriaco ed aveva iniziato a litigare con lei. All'apice della lite, per proteggere la loro bambina di cinque anni, la donna aveva avvolto in una coperta la figlia e l'aveva nascosta nel lettone matrimoniale. Poi, per fuggire alle botte, si è vista costretta a saltare dal balcone di casa, posta per fortuna al piano rialzato di un edificio.

Inseguita anche in strada dal violento, la donna si nasconde tra le auto prima ed in un bar gestito da un cittadino cinese poi. Il barista la protegge nascondendola sotto il bancone. Quando il marito entra nel locale urlando che voleva "tagliare la testa" alla moglie, il titolare finge di non aver visto nessuno e telefona il 112. Nel frattempo, però, la donna preoccupata per la sorte della figlia, ritorna in strada e lì incrocia carabinieri, arrivati in pochi minuti.

I militari decidono di fare irruzione nell'appartamento e trovano tutto devastato: mobili, stoviglie e suppellettili. La bimba dorme ancora nel lettone e sta bene. Per lui, senza un lavoro fisso e con dei precedenti, scatta l'arresto per maltrattamenti in famiglia mentre la donna va finalmente a fare la denuncia in caserma. Davanti ai militari è la bimba che prova a consolare la madre, rincuorandola ed abbracciandola. Lei, che in Italia fa la badante, non è mai andata in ospedale e ogni volta che veniva picchiata al lavoro fingeva con scuse estemporanee. 
 

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