"Mi tradisci": massacra di botte la compagna per gelosia, lei fugge dal balcone per salvarsi

La vittima è fuggita dalla finestra del bagno e si è rifugiata nel giardino. La storia

Quando i carabinieri lo hanno fermato, addosso - su jeans e scarpe - aveva il sangue della vittima. Ha provato a discolparsi, a dire che lui con quelle ferite, con quei lividi non c'entrava nulla, non aveva nulla a che fare. Ma lei per fortuna, per la prima volta, ha trovato il coraggio di parlare e di far finire in manette il suo aguzzino. 

Un uomo di quarantadue anni, un italiano, è stato arrestato lunedì mattina dai carabinieri della compagnia di Rho con l'accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della sua compagna, una donna 45enne con cui convive da settembre 2018 in una casa di Garbagnate. 

L'allarme è scattato verso le 11.30, quando alcuni residenti del condominio hanno allertato il 112 dopo aver sentito delle urla arrivare dall'abitazione della coppia. Al loro arrivo, i militari hanno trovato la vittima nel giardino del cortile con il volto sanguinante, ecchimosi su tutto il corpo ed evidenti segni di strangolamento sul collo. A quel punto, i carabinieri sono entrati nell'appartamento e hanno fermato il compagno, che - a ulteriore prova della sua follia - aveva jeans e scarpe sporche di sangue. 

In poco tempo, gli investigatori sono riusciti a ricostruire cosa era accaduto: verso le 9.30, dopo una nottata passata in giro, il 42enne era rientrato in casa e aveva iniziato a insultare la compagna, colpevole - a suo dire - di tradirlo. Pochi minuti dopo, l'orco era uscito prima di rientrare nuovamente e di chiudere la porta a chiave, iniziando a pestare la vittima. Lei, terrorizzata e ferita, era riuscita a fuggire in bagno e a scappare attraverso il balcone. Lui, invece, aveva sfondato la porta del bagno, era uscito in giardino a cercarla e, dopo non averla trovata, si era rifugiato in casa, dove poi è stato fermato. 

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L'uomo, che in passato era stato condannato per maltrattamenti sulla ex moglie, è stato portato nel carcere di San Vittore proprio nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne. La compagna, che mai lo aveva denunciato, è invece stata ricoverata in ospedale, dove i medici le hanno diagnosticato una prognosi di dieci giorni per varie contusioni. Una volta uscita dal pronto soccorso, la donna è andata in caserma per ringraziare i militari e per formalizzare la denuncia. 
 

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