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Cronaca

Imbratta un cartello di "prigionieri politici comunisti": pestato a sangue

Il giovane picchiato, lo scorso febbraio, da due studenti della Statale di Milano ha raccontato agli investigatori ''di non avere un impegno politico ma di essere solo un artista''

Il giovane picchiato, lo scorso febbraio, da due studenti della Statale di Milano, arrestati mercoledì 4 settembre, ha raccontato agli investigatori ''di non avere un impegno politico ma di essere solo un artista'' e di essere stato pestato a sangue per aver fatto ''un disegno con un pennarello su un manifesto affisso nell'Ateneo riguardante probabilmente e genericamente prigionieri politici comunisti''.

Lo si legge nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Cristina Di Censo. Secondo quanto ricostruito nell'ordinanza, il giovane ''studente universitario dell'Accademia di Brera'' la sera del 14 febbraio scorso era andato con un amico ''ad una festa organizzata'' alla Statale e verso l'1,30 del 15 febbraio era stato accerchiato e picchiato, dopo aver fatto quel disegno sul manifesto.

Il giovane aveva, però, denunciato l'aggressione solo una decina di giorni dopo, il 27 febbraio, spiegando inoltre di non poter riconoscere, ''a causa dello stato confusionale in cui si trovava'', gli aggressori, individuati poi grazie ad altre testimonianze. La vittima del pestaggio ha spiegato anche agli investigatori che lui ''non aveva alcuna intenzione di offendere e neutralizzare il messaggio contenuto nel manifesto, bensì solo quella di disegnare''.

Nell'ordinanza si chiarisce anche che ''le indagini proseguono per la individuazione dei corresponsabili dell'aggressione'', una ventina in tutto, ''anch'essi studenti universitari, uniti'' ai due arrestati ''da comuni appartenenze politiche''.

Gli studenti arrestati, infatti, scrive il gip, sono attivi nei ''collettivi universitari'' e ''nel movimento antagonista di estrema sinistra'' e uno dei due ''è stato recentemente arrestato'' per ''reati consumati nei pressi del cantiere Tav di Chiaromonte''.

Secondo il gip, il disegno dello studente ''su un manifesto dai contenuti ideologici'' è stato ''all'evidenza, un mero pretesto utilizzato dal branco per dare sfogo alla propria, vile ed incivile, aggressività''. I due arrestati, difesi dagli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, verranno interrogati domani dal gip.

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