Cronaca

Nel Comasco arruolati cacciatori per eliminare i piccioni

I volatili sarebbe troppi mentre inutili, secondo l'assessore provinciale alla Caccia, si sarebbero dimostrati i sistemi di allontanamento

Una volta si sarebbe gridato " al lupo ". Ora che di lupi ne sono rimasti pochissimi si grida "al piccione".

E così nella provincia di Como è stato messo a punto un piano per la riduzione di questi grigiastri pennuti, colpevoli di beccare le granaglie degli agricoltori , il cui danno annuale peraltro sarebbe rimborsabile dalla Provincia essendo intorno ai trentamila euro.

Chissà, magari fossero state candide colombe non avrebbero dato così fastidio .

L'assessore provinciale alla caccia punta il dito anche contro le possibili malattie trasmissibili dai piccioni ed ai diversi sistemi alternativi che nella sua provincia proprio non funzionano. Allora niente di meglio che rivolgersi ai cacciatori, un'ottantina abilitati appunto al piccionicidio.

Il mais sarà salvo e privo di zecche da pennuto e piumaggio vario. Il terreno su cui cresce avrà meno guano e più piombo per la gioia del suolo e delle falde acquifere. Occhio poi a fare una tranquilla passeggiata in mezzo alla campagna… non si sa mai, per quanto Colombo ( l'assessore, appunto) rassicuri.

Inutile sottolineare come tutte le associazioni ambientaliste ed animaliste si siano già espresse contro una tale iniziativa in favore invece di metodi non cruenti, che vanno protratti con impegno e volontà.

Per ora l'unica volontà che vige è quella della pallottola. E alla sera brodo di piccione per tutti?

Staremo a vedere.

 

 

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