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Domenica, 19 Maggio 2024
Le dichiarazioni

Alessia Pifferi dopo la condanna all'ergastolo: "Era dispiaciuta perché madre e sorella festeggiavano"

L'avvocata della donna che ha lasciato morire di stenti la sua bambina di 18 mesi annuncia ricorso

Farà ricorso contro la condanna all'ergastolo l'avvocata di Alessia Pifferi, Alessia Pontenani. La donna, lunedì 13 maggio, è stata condannata alla massima pena con l'accusa di omicidio aggravato della figlia Diana, di 18 mesi, lasciata morire di stenti a Milano. La legale lo ha annunciato dopo la pronuncia della sentenza, spiegando che chiederà la riapertura dell'istruttoria e una nuova perizia, sottolineando che non ci sarebbe stato un clima sereno con l'inchiesta parallela sulle psicologhe del carcere.

Quanto a Pifferi, l'avvocata Pontenani ha spiegato che "si aspettava una sentenza così dura, ma era molto dispiaciuta per l'atteggiamento della sorella e della mamma. Quando il presidente ha pronunciato la parola 'ergastolo', si è capito che dietro stavano festeggiando, e qui c'è ben poco da festeggiare". Inoltre Pifferi sarebbe preoccupata della situazione all'interno di San Vittore, dove "sicuramente gli insulti ripartiranno, come dopo ogni udienza".

La condanna

Lunedì, dopo meno di tre ore di camera di consiglio, Pifferi era stata condannata alla massima pena, escludendo la premeditazione, con provvisionali da 20mila euro alla mamma Maria e da 50mila euro alla sorella Viviana, che si erano costituite parti civili. Il pm Francesco De Tommasi aveva chiesto l'ergastolo affermando che Pifferi era stata "bugiarda e attrice": "Non concedete alcun beneficio, perché ha mentito sulla vita di sua figlia, l'ha tradita due volte: quando l'ha lasciata sola e quando in questo processo non si è assunta le sue responsabilità".

La difesa aveva invece chiesto l'assoluzione e, in subordine, la condanna per abbandono di minore, affermando che Pifferi non aveva intenzione di uccidere o lasciar morire Diana, altrimenti avrebbe potuto fare sparire il corpo, e invece era stata lei stessa a chiedere aiuto. Ribadendo "l'incapacità di accudire" una figlia, l'avvocata Pontenani aveva definito Pifferi "una donna abbandonata a sé stessa".

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