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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Operai morti d’amianto, tutti assolti gli ex manager Pirelli: "Così li avete uccisi due volte"

Il pm aveva chiesto pene tra quattro e i nove anni per omicidio colposo e lesioni gravissime

Sono stati tutti assolti con formula piena i nove ex manager di Pirelli accusati a Milano di omicidio colposo e lesioni gravissime per i ventotto casi di operai morti o ammalati a causa dell'amianto, dopo aver lavorato negli stabilimenti milanesi dell'azienda tra gli anni '70 e '80. 

La decisione, firmata dal giudice della quinta sezione penale del Tribunale, Annamaria Gatto, è arrivata lunedì pomeriggio.

L’assoluzione, naturalmente, ha scontentato non poco i familiari delle vittime, che hanno protestato urlando "vergogna”. In aula è stato esposto anche uno striscione: “Gli operai sono stati uccisi due volte, dai padroni e dai giudici".

Il pm Maurizio Ascione aveva chiesto condanne tra i quattro anni e mezzo e i nove anni di reclusione per sei ex dirigenti Pirelli. Nel mirino della procura erano finiti Ludovico Grandi e Gianfranco Bellingeri - amministratori delegati della Pirelli negli anni '80 -, Guido Veronesi - fratello dell'oncologo ed ex ministro Umberto -, Piero Giorgio Sierra - ex presidente dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro -, Omar Liberati, Gavino Manca e Armando Moroni. Per altri tre ex dirigenti, che avevano ricoperto ruoli di vertice per un tempo limitato, il pm aveva chiesto l’assoluzione.

Anche il primo troncone del processo, dopo la condanna in primo grado degli imputati, si era concluso in appello con un'altra assoluzione per undici ex manager dell'azienda. Assoluzione “raddoppiata” nel processo bis, che si è chiuso lunedì. 

"Il dramma è che l'epidemia di mesotelioma non accenna a diminuire - il commento amaro di Barbara Meggetto, presidente di Legambiere Lombardia -. In Lombardia si registrano oltre mille morti all’anno per malattie correlate all'amianto. L’ennesima assoluzione di dirigenti di aziende i cui dipendenti si sono ammalati e hanno perso la vita per l’esposizione all'amianto in ambiente di lavoro è umanamente intollerabile, al di là del riconoscimento delle responsabilità soggettive”.

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