Cronaca Stazione Centrale / Piazza Luigi di Savoia

Vaga per le strade della Stazione Centrale con un coltello in mano e poi ferisce un poliziotto

Arrestato un cittadino della Guinea: aveva un ordine di espulsione dalla Questura di Sondrio

Immagine di repertorio

Vagava all'esterno della Stazione Centrale di Milano con un coltello in mano. Poi, quando è stato fermato da alcuni agenti della polizia arrivati sul posto su segnalazione dei passanti spaventati, si è scagliato contro un poliziotto cercando di accoltellarlo.

L'aggressione contro un agente

Solo la fortuna ha voluto che l'agente delle volanti indossasse in quel momento un giubbotto antiproiettile, che lo ha protetto nei punti vitali. L'uomo, un 31enne, è rimasto ferito solo leggermente ad una spalla ed è stato portato in codice verde all'ospedale Fatebenefratelli. E' successo intorno alle 13 di lunedì, nel lato di piazza Luigi di Savoia, accanto alla fermata degli autobus per gli aeroporti di Orio al Serio e Linate, dove è cominciato tutto, forse, in seguito ad una lite tra una persona e l'uomo armato.

L'arresto dei poliziotti: "Voglio morire per Allah"

Durante il trambusto, gli altri poliziotti hanno bloccato il malvivente. Si tratta - spiegano dalla Questura di Milano - di un cittadino della Guinea di 31 anni, Saidou Mamoud Diallo. Lo straniero è già noto alle forze dell'ordine per resistenza, minaccia, lesioni personali e da 7 giorni gli era stato notificato un ordine di espulsione dalla Questura di Sondrio.

Sembra che dopo aver accoltellato l'agente abbia urlato "Voglio morire per Allah". Al momento, però, non ci sarebbero altri dettagli che lascino pensare ad una radicalizzazione islamica né ad un'azione terroristica. Purtroppo non è la prima aggressione contro un rappresentante della polizia in Stazione Centrale: il 18 maggio Ismail Tommaso Hosni aveva accoltellato un militare e un agente perché gli avevano chiesto i documenti.

Aggressione in Centrale: il commento dell'Ugl e della Lega

"Esprimo la mia solidarietà e vicinanza al poliziotto che oggi è stato aggredito, per fortuna in maniera lieve, da un immigrato della Guinea, che tra l’altro aveva un ordine di espulsione emesso dal questore di Sondrio lo scorso 4 luglio - ha dichiarato Paolo Capone, segretario generale Ugl (Unione generale del lavoro) -. Purtroppo non è il primo episodio di violenza che avviene nella stazione Centrale di Milano ormai invasa da migranti, che spesso in stato confusionale, diventano un pericolo sia per i civili, che per le forze dell’ordine. Tuttavia, il Governo sottovaluta l’importanza di investire maggiori risorse destinate alla sicurezza e alle forze dell’ordine, che rappresentano un bene supremo da tutelare. Questi episodi, sempre più frequenti, evidenziano quanto sia necessario contrastare il degrado e la delinquenza, controllando anche il flusso migratorio che sta diventando sempre più ingestibile e preoccupante".

"L’immigrato gambiano che ha ferito con un coltello un agente di Polizia alla stazione Centrale di Milano era sottoposto a decreto di espulsione dalla questura di Sondrio eppure girava libero e indisturbato sul nostro territorio. Domandiamo al ministro Minniti perché questo clandestino non sia stato espulso dal nostro territorio. E perché non vengono allontanati gli oltre 100mila clandestini, secondo la stima dell’osservatorio regionale sugli immigrati, presenti sul territorio lombardo? Servono espulsioni di massa dalla Lombardia e servono subito. Minniti si svegli o preferisce aspettare che ci scappi il morto?", commenta Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda.

L'accoltellamento di Hosni: video

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