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Foto M. Melley

Foto M. Melley

Scontri con la polizia a Milano per il video di un rapper: in centinaia assembrati

300 giovani assembrati per il video di un rapper. Per disperdere i ragazzi, che si sono rivolti alle forze dell’ordine al grido di “andatevene”, “fuori dalle nostre zone”, si è reso necessario il lancio di un lacrimogeno. Le immagini

Camionette blindate, almeno cinque tra polizia e carabinieri. Uomini in tenuta antisommossa, con caschi, scudi e manganelli. E qualche pattuglia. Pomeriggio blindato quello di sabato in zona San Siro a Milano. Precisamente nei pressi di piazzale Selinunte. Questo perché a causa della presenza di un noto rapper (Neima Ezza, secondo "radio quartiere"), che stava girando un video, circa 300 ragazzi si sono assembrati.

Secondo quanto segnalato da alcuni dei residenti le forze dell'ordine si sarebbero "materializzate" nelle strade del quartiere per fare dei controlli sulle base del rispetto alle normative anti covid stabilite dalla legge, vista la massiccia presenza di persone.

Video: le riprese e la sassaiola contro la polizia

Il video del rapper in via Micene, arriva la polizia

Intervento confermato dalla polizia con una nota: "Sabato pomeriggio a Milano, la Polizia di Stato è intervenuta in via Micene dopo aver ricevuto la segnalazione di una folla di giovani ragazzi che si era ivi radunata verso le ore 17.30. Mentre in Centrale Operativa si seguiva l’assembramento tramite la visione delle telecamere in zona, la Questura di Milano ha organizzato un servizio inviando tempestivamente sul posto cinque aliquote del Reparto Mobile della Polizia di Stato e del Battaglione dell’Arma dei Carabinieri al momento impegnate in città in servizi anti-assembramento, coordinate da un primo dirigente e da funzionari". 

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Chi è Neima Ezza, il rapper

I ragazzi salgono sui tetti delle auto in sosta

"All’arrivo delle squadre di ordine pubblico - prosegue la nota - circa 300 giovani tra i 16 e i 20 anni, che dalla visone delle telecamere si erano ritrovati in occasione delle riprese video di un rapper ed erano saliti sulle auto in sosta cantando e saltando, si sono inizialmente dati alla fuga in direzione di piazzale Selinunte per poi compattarsi e iniziare un lancio di pietre, bastoni e bottiglie verso i poliziotti che sopraggiungevano".

"Per disperdere i giovani che si erano assembrati, e che si sono rivolti alle forze dell’ordine al grido di “andatevene”, “fuori dalle nostre zone”, si è reso necessario il lancio di un lacrimogeno. La questura di Milano, ripristinata la situazione, ha mantenuto un presidio di polizia in zona sino al completo ripristino dell’ordine", spiega la questura.

«Con oggi a San Siro si è toccato il fondo»

«Con oggi a San Siro si è toccato il fondo». Questo il primo commento del consigliere comunale Alessandro De Chirico. «Questo è il risultato di 10 anni di amministrazione del centrosinistra. L'ossessione di Sala - dice De Chirico - è stata riposta nel cassetto forse per essere rispolverata in campagna elettorale. Non bastano interventi singoli, serve un piano di azione deciso con controlli porta a porta per schedare gli occupanti abusivi e rispedire a casa chi non ha diritto di stare qui».

«Sono intervenuto sul posto - continua - e la cosa che più mi ha colpito è stata la presenza di adulti pronti a intervenire al bisogno e di tanti bambini che giravano intorno a Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa con aria di sfida. È questo il modello d'integrazione che elogia la sinistra?».

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