Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Porta Lodovica / Viale Bligny

Poliziotti picchiano ragazzo, in tre a processo per ingiuria, falso, calunnia e lesioni

Il giovane aveva rigato l'auto a uno di loro. Reazione "da giustizieri", secondo l'avvocato di parte civile. Chieste pene per oltre un anno

La questura di Milano

Picchiato selvaggiamente da tre poliziotti dopo un diverbio stradale in viale Bligny, a Milano: uno studente di 19 anni se l'è vista brutta nella notte tra il 26 e il 27 marzo 2011, ma ora potrebbe ottenere giustizia in tribunale. I tre agenti sono infatti a processo e rispondono di calunnia e falso, ma due di loro rispondono anche di lesioni e ingiuria. Il vice procuratore Paola Barzaghi ha chiesto un anno e cinque mesi di reclusione per l'agente la cui posizione è meno grave e, per gli altri due, un anno e sei mesi. 

L'indagine è nata dalla denuncia del 19enne, avvalorata dalla testimonianza dei nove amici. Alle tre di notte, uno dei poliziotti (alla guida di una Kia) ha urtato l'auto del ragazzo, una Seat, fuori da un locale in viale Bligny. Dalla Kia sono scesi due agenti in borghese che, negando l'accaduto ("l'auto ha i sensori di parcheggio"), sono entrati tranquillamente nel locale. 

Il ragazzo e gli amici hanno quindi deciso di andare verso casa, ma il giovane era decisamente arrabbiato e, per sfogarsi, ha rigato la portiera della Kia con le chiavi. I due agenti, però, hanno visto tutti e hanno iniziato a inseguirlo. All'altezza di via Vigevano, poco distante, una Giulietta ha tagliato la strada alla Seat del giovane costringendolo a fermarsi. Tre uomini sono scesi dalla vettura avventandosi su quella del giovane, prendendola ripetutamente a calci e insultando il 19enne. 

In quel momento lui e gli amici non avevano ancora realizzato di trovarsi di fronte a poliziotti e pensavano di essere vittime di una rapina o di un'aggressione. Così il 19enne ha innestato la retromarcia per fuggire. Ma a quel punto uno degli agenti ha mostrato il tesserino della polizia: pertanto il giovane ha spento il motore ed è stato costretto ad uscire dalla Seat mentre l'agente - insultandolo - gli dava del vigliacco per avere rigato l'auto ed essere poi scappato.

Mentre scendeva dall'auto il 19enne è stato anche colpito ad un occhio, poi alla coscia. Intanto arrivavano sul posto due volanti della polizia, perché un'amica del giovane nel frattempo aveva chiamato il 113 avvertendo che c'era una rapina in corso. 

Il ragazzo è stato ammanettato e portato in questura, denunciato per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Anche nell'edificio simbolo dell'ordine legale, uno degli agenti avrebbe proseguito le angherie, dicendogli che era stato fortunato e che "aveva rigato l'auto del poliziotto sbagliato". Il padre del 19enne è andato in questura dove un agente gli ha detto che il giovane - con lividi evidenti al volto - si era fatto male da solo, cosa che sarebbe stata riportata anche nel verbale dell'operazione. 

Ha risarcito il danno della carrozzeria e patteggiato due mesi e venti giorni per danneggiamento. Ma dalla sua testimonianza è partita l'inchiesta che ha portato poi al processo contro i tre poliziotti. Il giovane si è detto vittima di una "azione da commando", al punto di avere avuto fino alla fine il dubbio di trovarsi di fronte dei veri agenti di polizia. L'avvocato di parte civile, che rappresenta il 19enne, sostiene che gli imputati "si sono comportati da giustizieri".

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