Cronaca

Nei negozi scattano i "pre-saldi": sconti in anticipo "furbetti"

Tre giorni prima dell'apertura ufficiale dei saldi di gennaio, c'è già chi offre "prezzi speciali" per anticipare la concorrenza. Ma non potrebbe farlo: ecco come (quasi tutti) aggirano la legge

Prodotti a prezzi "ribassati" (foto Giambertone)

I saldi veri, quelli "ufficiali", partiranno giovedì 5 gennaio, ma molti negozi milanesi si stanno già portando avanti, forse anche contro le regole. Tanti commercianti del centro città e non solo hanno dato il via ai "pre-saldi", un modo ufficioso per aprire la stagione delle vendite al ribasso in anticipo, per battere la concorrenza e soprattutto la crisi.

In giro per Milano si vedono molte vetrine in allestimento per i saldi veri, ma sono altrettanti i cartelli già esposti che offrono "special prices", "prezzi imperdibili", "super sconti", "affari fino al 70%" e via dicendo, l'importante è che non siano mai chiamati saldi. E' un'usanza diffusa tra i commercianti: si cerca di anticipare l'apertura dei ribassi per colmare il buco di acquisti tradizionale tra Natale e l'inizio degli sconti veri. Una decina di giorni con sconti meno sostanziosi e un po' nascosti, soprattutto perchè - in realtà - non sono legali.

E questo avviene, in molti negozi del centro a Milano, da parecchie settimane. La normativa regionale è chiara: "Le vendite promozionali dei prodotti (...) non possono essere effettuate nei periodi di cui all'articolo 115, comma 2, e nei trenta giorni antecedenti, né in ogni caso dal 25 novembre al 31 dicembre".

Alcuni hanno aggirato il problema con una tessera "fedeltà": chi la possiede può usufruire degli sconti, anche del 50%, con una settimana d'anticipo su tutti gli altri. Ma c'è anche chi si fa un baffo dei controlli (quasi inesistenti) della guardia di finanza e usa il metodo classico: cartellini col prezzo pieno e sconto alla cassa fino al 30%, come ha confessato - un po' sottovoce - martedì mattina una commessa di un famoso negozio di articoli sportivi.

E in questa situazione chi ci rimette? Soprattutto le grandi firme, che godono di un "occhio di riguardo" da parte delle autorità e obbligano tassativamente il personale a rispettare la finestra ufficiale dei saldi per non incappare in multe stratosferiche. Come è normale, e forse giusto, che sia.



 

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