Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca Città Studi / Via Sandro Botticelli

La preghiera per la neonata trovata morta nel cassonetto: "Questo mondo non ti merita"

La piccola è stata trovata già morta e, secondo gli esami autoptici, probabilmente era nata senza vita

"Ciao piccola, questo mondo non ti merita". Lo si legge in un foglio scritto a mano, lasciato da qualcuno vicino al cassonetto per la raccolta di indumenti usati della Caritas in via Botticelli, a Milano, dove nel pomeriggio di venerdì 28 aprile è stata trovata (già morta) una neonata. Il ritrovamento era stato fatto da un uomo che si era recato al cassonetto per infilare una busta e aveva notato una manina sporgente tra alcune coperte.

Secondo le prime analisi autoptiche, la neonata sarebbe stata abbandonata quando era già morta, ed è possibile che fosse spirata anche prima del parto. Quanto a questo, è avvenuto certamente in una situazione privata, forse in casa, perché la neonata, al ritrovamento, aveva ancora parte della placenta attaccata e il cordone ombelicale tagliato in modo artigianale. La squadra mobile, intanto, è al lavoro per rintracciare la madre, a partire dalle telecamere di sorveglianza in zona, ma anche chiedendo agli ospedali se una donna si sia presentata dopo il parto per eventuali cure.

La veglia

All'angolo tra via Saldini e via Botticelli, dove si trova il cassonetto, domenica pomeriggio si è svolta una veglia di preghiera, condotta da un sacerdote della parrocchia di San Nereo e Achilleo, don Luca, e dal decano di Città Studi, don Gianluigi. "Lei è già in cielo", le parole del decano, "ma preghiamo per il valore della vita" e "per la mamma". E anche per le persone "coinvolte in questa triste vicenda. Anche noi lo siamo".

I bimbi affidati agli ospedali

Nei giorni scorsi a Milano sono stati abbandonati due bambini. Il primo, Enea, è stato lasciato nella "Culla per la vita" della Mangiagalli nel giorno di Pasqua. Si tratta di una 'ruota degli esposti' moderna che permette alle madri in difficoltà, dopo aver dato alla luce un figlio, di lasciarlo alle cure dei medici. Pochi giorni dopo, invece, una mamma che aveva partorito in un capannone abbandonato ha portato la sua bimba all'ospedale Buzzi.

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