L'investigatore, il ferramenta, l'operaio e il barista: ecco i "bancomattari", colpi in 120''

In manette cinque uomini, fermati in flagranza. Potrebbero essere responsabili di altri colpi

La banda in azione

Erano un gruppo di amici "divertenti e affiatati", per dirla con le parole di uno degli investigatori che ha dato loro la caccia. Un gruppo di uomini, tutti della stessa città, che passavano le serate libere a ridere e scherzare insieme. Un gruppo di uomini, però, in grado anche di riconoscere la "sconfitta", come dimostra quella frase - "Avete vinto voi" - che hanno detto ai militari mentre li stavano ammanettando. 

Cinque ladri sono stati arrestati in flagranza di reato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano con le accuse di furto aggravato, fabbricazione e detenzione di materiale esplodente. In manette sono finiti un 26enne operaio, un 41enne proprietario di un bar, un 48enne investigatore privato, un 49enne titolare di un ferramenta e un 51enne disoccupato. I cinque, che vivono tutti a Bologna, sono stati fermati nella notte tra venerdì e sabato dopo un doppio assalto a due bancomat tra Luisago, nel Comasco, e Solaro. 

La casa presa in affitto per il colpo

I militari gli stavano dietro da un paio di settimane, da quando avevano capito che potevano essere una delle batterie responsabili degli assalti agli sportelli bancomat, aumentati esponenzialmente negli ultimi mesi con oltre dieci colpi da novembre.

Grazie alle indagini, i carabinieri hanno scoperto che i cinque avevano noleggiato tre box - due a Milano città e uno in provincia, a Vanzago - e che da mercoledì scorso fino a domenica avevano preso in affitto una casa per quattro persone a Pieve Emanuele, come se avessero qualcosa da "sbrigare" sotto la Madonnina. 

Così, gli investigatori - guidati dal comandante della II sezione, Cataldo Pantaleo - hanno fiutato che la banda era pronta per entrare in azione e hanno continuato a monitorare ogni loro spostamento senza sosta. Venerdì sera la svolta: i cinque sono arrivati verso le 23.30 in un garage di via Nazario Sauro a Vanzago e da lì sono usciti poco dopo con una Golf scura. Quella stessa Golf pochi minuti dopo è stata avvistata a Varese, prima di riapparire fuori da una banca Bpm a Luisago, dove in quattro - il quinto uomo li aspettava in un altro punto - hanno fatto saltare il bancomat. 

Video | L'assalto al bancomat con la marmotta

I botti con la "marmotta"

Altro giro, altra corsa: meno di venti minuti dopo, a bordo della stessa auto, i ladri - che "agivano anche per l'adrenalina", hanno spiegato i carabinieri - si sono fermati fuori dalla Bpm di Solaro. Anche lì, stesso copione: i quattro hanno posizionato la "marmotta" - una bomba artigianale fatta con alluminio e nitrato d'ammonio - nella fessura dalla quale escono i contanti, hanno dato l'innesco con la batteria di un'auto e hanno fatto saltare tutto. 

Foto - Un attimo prima dell'esplosione

banca assalto bancomat-2

Quindi hanno raccolto i soldi - bottino totale dei due colpi 91mila e 650 euro - e con la Golf sono tornati in un secondo box, in via Meli a Milano.

Ad aspettarli, però, hanno trovato i carabinieri, che poco dopo hanno bloccato anche il quinto ladro, che attendeva indicazioni per recuperare il resto della banda. Gli uomini del Nucleo Investigativo hanno aspettato che i quattro chiudessero la saracinesca del garage per poi riaprirla e bloccarli, mentre si cambiavano. 

Uno di loro, con il sorriso sulle labbra, ha guardato i militari e ha ammesso: "Bravi, avete vinto voi". Nella macchina gli investigatori hanno trovato anche un pizzino sul quale erano annotati gli indirizzi delle due banche colpite e la via di una terza banca, che forse era stata scelta come "scorta" o che forse i tre avrebbero voluto colpire qualche ora dopo. 

I colpi in 120 secondi dei "bancomattari"

I cinque, che nei due colpi a Luisago e Solaro hanno impiegato non più di 120 secondi per portare a casa oltre 90mila euro, sono ora sospettati di altri furti. 

La banda, composta da gente esperta, da "bancomattari" - come li definiscono a Bologna, dove c'è una radicata "tradizione" di assaltatori di bancomat - potrebbe aver infatti colpito già altre volte a Milano e in provincia. 

Gli investigatori stanno analizzando a ritroso altri precedenti blitz per cercare di capire se anche in quei casi ad entrare in azione sia stato quel gruppo di amici "divertenti".

Tanto divertenti - e sicuri di sé - che uno di loro, mentre veniva caricato in macchina per andare a San Vittore, ci ha tenuto a dare due baci sulla guancia al carabiniere che lo aveva appena arrestato. 

Foto - La Bpm di Solaro sventrata

esplosione bancomat 1-2

E tanto divertenti e sicuri da guadagnarsi una leggenda tutta per loro, che da tempo gira tra caserme e commissariati. La storia racconta che qualche anno fa un’auto delle forze dell’ordine vede una Audi sospetta con quattro uomini a bordo - tra cui alcuni degli arrestati - sulla tangenziale a Bologna e si affianca. A quel punto, gli occupanti della vettura mostrano degli enormi smile e poi scappano via, facendo perdere le proprie tracce. Questa volta, però, “hanno vinto” i carabinieri.

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