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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Licenziamenti San Raffaele: presidio permanente. E lunedì assemblea

Le Rappresentanze sindacali unitarie hanno proclamato un presidio permanente. "Una forma di lotta", ha dichiarato la delegata dell'Rsu, Margherita Napoletano, "che accompagnerà tutta la trattativa"

Sindacati e dipendenti in trincea al San Raffaele. Anche di notte. Il blitz dell'azienda ospedaliera in mano a Giuseppe Rotelli, che nelle ultime ventiquattro ore ha deciso di falciare 244 lavoratori del gruppo fondato da Don Verzé, non poteva che scatenare l'ira di lavoratori e organizzazioni sociali.

E dopo una riunione in mattinata in aula sindacale, ecco che le Rappresentanze sindacali unitarie hanno proclamato un presidio permanente. "Una forma di lotta", ha dichiarato la delegata dell'Rsu, Margherita Napoletano, "che accompagnerà tutta la trattativa".

Corteo lavoratori sanità © Mesa Paniagua/MilanoToday

Per lunedì è stata convocata infatti l'assemblea del personale, mentre i sindacati dovranno rispondere alla lettera dell'amministratore delegato, Nicola Bedin, nell'arco della prossima settimana. Dopo di che si va dritti al tavolo delle trattative, alla presenza di un rappresentante del ministero dello Sviluppo.

Obiettivo della protesta, ha sottolineato la sindacalista, è far ritirare la procedura di licenziamento e al tempo stesso salvaguardare l'eccellenza dell'ospedale. "Quello dell'azienda é un attacco frontale", pertanto saranno valutate tutte le forme di lotta necessarie per fermare i tagli, tra cui lo sciopero, come avvenuto nelle scorse settimane. Più da vicino, il piano varato dal vertice del San Raffaele punta ad un risparmio di circa 10 milioni derivante dal taglio dei 244 dipendenti.

Medici e dirigenti non saranno messi in discussione, mentre la riduzione dell'organico, secondo i sindacati, riguarderà tutte le unità operative dell'ospedale (amministrativi, tecnici, infermieri, assistenza ai pazienti ecc.) di almeno un 10%. La mossa annunciata dall'ospedale si confronta così con le due precedenti proposte, entrambe respinte dai sindacati: ovvero quella iniziale da 20 milioni di tagli grazie a 450 licenziamenti; e l'altra da zero licenziamenti ma con riduzione degli stipendi (tagli in busta paga del 10%, passaggio al contratto di sanità privata Aiop, ridefinizione voci del salario accessorio).

Il timore dei sindacati, al di là dei licenziamenti, è che Bedin, insieme ai licenziamenti, voglia agguantare altri due risultati: il passaggio al contratto della sanità privata, Aiop (oggi viene applicato quello pubblico); e l'eliminazione dell'accordo sui premi di produzione siglato dalla gestione di Don Verzé e Mario Cal.

In particolare, con quest'ultima mossa, l'ospedale ridurrebbe i costi di ulteriori 8,5 milioni. Tirando le somme, la nuova gestione, che a fine luglio aveva registrato una perdita di 8,5 milioni, potrebbe riuscire a risparmiare circa 18,5 milioni, una cifra simile a quella preventivata col taglio di 450 dipendenti (20 milioni di euro) (fonte: ansa).

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