Cronaca Piazza della Scala

Scala, prima all'insegna delle proteste: domani studenti e lavoratori in presidio

Studenti, attori e lavoratori stranieri protesteranno insieme. Chiedono il permesso di soggiorno per gli immigrati e si oppongono al degrado di università e scuola pubblica e alla privatizzazione del mondo dello spettacolo

Raggiungerà i 4 metri di altezza la torre simbolica che sarà allestita domani in Piazza della Scala dai lavoratori della CUB in occasione della prima scaligera. L'appuntamento è alle ore 15 per  “impedire che venga archiviato il problema, ora che i lavoratori di via Imbonati e di Brescia sono scesi” come ha spiegato Guido Trifiletti della CUB.

La “sanatoria truffa”, i tagli alla scuola e quelli allo spettacolo e alla cultura, senza dimenticare “la scandalosa questione dei crolli a Pompei”: questi i temi prioritari del presidio di protesta che vedrà la partecipazione dei lavoratori di tutte le nazionalità, uniti contro la crisi.

Non sarà l’unico esordio quello degli artisti che inaugureranno la nuova stagione della Scala, perché domani “per la prima volta con tutti gli altri ci saranno anche i lavoratori stranieri in maniera organizzata – ha puntualizzato Trifiletti – Il loro coinvolgimento è forte ed in continua crescita perché parte delle problematiche per cui domani scendiamo in piazza li toccano particolarmente”.

Infatti le prime voci della lista dei motivi della protesta sono il rilascio del permesso di soggiorno per chi è stato raggirato dalla “sanatoria truffa”, la questione del prolungamento del permesso per chi ha perso il lavoro e il suo rilascio per chi denuncia il datore di lavoro in nero o lo sfruttamento sul lavoro. In sospeso, anche, l’emanazione di una legge che garantisca il diritto di asilo al riconoscimento del diritto di voto per chi vive in Italia da almeno 5 anni e per chi nasce o cresce in Italia.

Ai piedi della torre-manufatto la manifestazione darà voce anche a tutti quei lavoratori precari e non che pagano sulla propria pelle la condizione di degrado in cui si trovano l’università e la scuola pubblica, realtà colpite dai tagli non meno di quelle legate al mondo dello spettacolo.

Davanti agli occhi dei vip e delle autorità che sfileranno entrando alla Scala “il nostro tentativo è quello di riunire i precari di tre settori: istruzione, spettacolo e i lavoratori immigrati che sono quelli maggiormente colpiti e che finalmente sembrano acquisire maggiore consapevolezza della propria condizione e dei propri diritti – ha spiegato Trifiletti – Insieme alzeremo la voce contro lo scarso sostegno pubblico alla cultura, contro le privatizzazioni proposte dai governi, naturalmente senza dimenticare le problematiche legate al diritto al lavoro, al reddito, alla casa e alla salute e l’abolizione dei contratti di lavoro precari, con la loro trasformazione in contratti a tempo indeterminato”.
 

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