Cronaca

Prete arrestato a Genova, sesso e droga nel Milanese?

Sono finite nel mirino degli inquirenti diverse serate milanesi di don Riccardo Seppia, parroco di Sestri Ponente arrestato per pedofilia e stupefacenti. Si sarebbe rifornito di droga a Milano

Ci sono anche diverse serate "milanesi" nel fascicolo di don Riccardo Seppia, parroco della chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente arrestato dai carabinieri dei Nas di Milano con le ipotesi di reato di pedofilia e cessione di stupefacenti. Il Nas di Milano ha eseguito l'operazione coordinato dal comando di Roma.

"Le ipotesi di reato contestate, - si legge sul comunicato della Curia genovese - che andranno opportunamente verificate dalla competente Autorità giudiziaria, attengono comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti". Secondo l'accusa, don Seppia avrebbe passato diverse serate in famose discoteche milanesi, e, sempre nel Milanese, avrebbe reperito la droga che "dava" ai ragazzi che lo attorniavano, in cambio - sempre stando all'impianto accusatorio - di prestazioni sessuali.

Il cardinale ha deciso per don Seppia la sospensione da ogni ministero pastorale e da ogni atto sacramentale e la revoca immediata della facoltà di ascoltare le confessioni sacramentali.''Il provvedimento canonico preso a carico di don Riccardo - spiega il cardinal Bagnasco che ha officiato la messa stasera al suo posto - è necessario, seppure in modo cautelativo, in attesa dell' accertamento delle cose''. ''Come da un fulmine a ciel sereno - ha detto il cardinale - , siamo stati colpiti da quanto è accaduto ieri". Il cardinale ha espresso "sconcerto e dolore per quanto accaduto".

"E' trascorso circa un anno dalla visita pastorale che ho fatto in questa parrocchia - ha detto il cardinale - e ricordo l'impressione di una comunità viva e serena. Oggi, non è solo questa comunità a essere ferita, ma l'intera chiesa di Genova. Mentre rinnoviamo la piena fiducia nella giustizia e nel suo compito di appurare la verità certa delle cose, sono venuto, cari amici, a condividere lo sgomento e il dolore del cuore, insieme alla vergogna e alla totale disapprovazione se le gravi accuse risultassero confermate''. L'Arcivescovo Bagnasco, aggiunge un comunicato della Curia genovese, manifesta "piena fiducia nell'operato della magistratura, fraterna vicinanza alle eventuali vittime e ai familiari, rinnovata solidarietà alla Comunità cristiana così dolorosamente provata. Per tutti prega perché il Signore illumini e conforti''.

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