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Cronaca

Le pompe funebri sfidano il comune sul prezzo del funerale

A Milano - secondo gli operatori privati - non si può far pagare meno di 2.500 euro. Ma il comune vuole calmierare i prezzi per i meno abbienti. E si finisce in tribunale

Qual è il prezzo giusto per un funerale a Milano? Questo il motivo del contendere, che divide il comune e le imprese private di pompe funebri. Secondo gli operatori privati, meno di 2.500 euro vuol dire lavorare in perdita. Mentre per Palazzo Marino si può anche scendere fino a 1.054 euro, almeno stando all'accordo che il comune ha proposto alle imprese per venire incontro alle esigenze dei meno abbienti, per i quali un funerale può essere quasi un salasso.

Le imprese private però non ci stanno. E due di loro, la San Siro American Funeral e la Drago, sostenute però dalle loro associazioni nazionali, hanno fatto ricorso per via giudiziaria. Secondo loro, Palazzo Marino ha violato le regole sulla libera concorrenza. E chiedono che il comune li risarcisca del mancato guadagno. Ma il comune contesta tale posizione: l'accordo è libero, dice, e si può anche non aderire. E a maggior ragione i cittadini possono anche non avvalersi del prezzo "imposto".

Il "funerale calmierato" prevede una serie di servizi essenziali, come la fornitura della cassa in legno e della piastra identificativa (oltre che eventualmente di un simbolo religioso), il trasporto e l'auto funebre. Eventuali fiori (da 200 a 550 euro) vanno pagati a parte. Se il defunto o il richiedente entro il secondo grado di parentela sono sotto la soglia della povertà e/o risultano assistiti economicamente dal comune, si può anche chiedere il funerale gratuito.

Intanto, la lite tra imprese e comune è rimandata alla corte d'appello.

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