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Cronaca

Scuola, ritorno per 430mila. Scintille Formigoni-Pisapia sulle private

Ritorno sui banchi per i ragazzi milanesi. 2mila sono gli insegnanti precari assunti, ma 455 sono le maestre tagliate. Problemi con il tempo pieno e assistenza disabili

Primo giorno di scuola a Milano e provincia. Torneranno dietro ai banchi 436mila alunni. Quasi il 15% di questi ragazzi è straniero. Il sindaco Pisapia ha inviato una lettera di auguri ai ragazzi.

"Il primo giorno di scuola è sempre un’emozione - scrive il primo cittadino in una nota -. Tutti noi ricordiamo questo momento della nostra vita come un passaggio cruciale e decisivo, un ricordo che negli anni si riempie di tenerezza e affetto. Penso che il compito di tutte le istituzioni sia di impegnarsi con forza perché la scuola funzioni al meglio, è un nostro preciso dovere lavorare perché l’istruzione pubblica possa darvi una formazione moderna e completa in grado di aiutarvi nel percorso di crescita e di cittadinanza".

Poi la polemica, nemmeno tanto velata, sulle istituzioni private: "La scuola pubblica è infatti uno strumento fondamentale per la conoscenza dei diritti e dei doveri civici. Per questo voglio ricordare le parole della nostra carta costituzionale: “La scuola è aperta a tutti – dice l’articolo 34 - i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” E ancora, l’articolo 33: ”Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”".

Subito risponde il presidente della Regione Roberto Formigoni: "Non si torni all'antico vizio ideologico, per cui la scuola pubblica è solo quella statale. La Costituzione dice che lo Stato non ha l'obbligo di non finanziare le non statali, ma non lo vieta. A Milano ci sono molte scuole non statali laiche, cattoliche, di sinistra: tutte hanno la stessa dignità". 

Note dolenti. Sono state circa 455 le maestre tagliate, per esigenze di bilancio, quest'anno scolastico. Le classi, che dovrebbero oscillare tra i 15 e i 28 bimbi, potrà accadere che siano più numerose, soprattutto con la presenza di alunni diversamente abili, per i quali c'è un'emergenza insegnanti di sostegno. Inoltre, per "salvare il tempo pieno", spiegano i sindacati, le dieci ore settimanali di mensa saranno coperte non da insegnanti, ma da educatori delle cooperative. 

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