Cronaca

Processo ai writers, è deciso: Slash farà volontariato per riparare

Nel novembre 2007, in piazza Gobetti, dipinse delle tags con le firme 'Slash' su manufatti stradali di proprietà comunale. Oggi la decisione del tribunale dei minorenni: da luglio, sarà in prova per attività socialmente utili a favore del Comune di Milano

Slash farà volontariato per ripagare il danno che i suoi "graffiti" hanno procurato alle proprietà comunali. Lo ha deciso oggi il tribunale dei minorenni: per il ragazzo, che si firma proprio con il nome d'arte Slash, a luglio si aprirà la stagione dei lavori socialmente utili.

Per un altro coetaneo, Virus, i giudici decideranno nella prossima udienza dell'undici ottobre. I due writers, così si chiamano in gergo gli artisti delle scritte sui muri, all'epoca dei fatti erano minorenni. Il comune di Milano si era costituito parte civile nel processo contro di loro e adesso ha ottenuto questo "risarcimento simbolico": manodopera volontaria.

In particolare, Slash è accusato di aver imbrattato manufatti stradali di proprietà comunale nel novembre del 2007, in piazza Gobetti, a Milano.

"Un po' di attività di volontariato a favore di anziani e disabili - ha detto il vicesindaco De Corato commentando la sentenza - non può che far bene. L'attività riparatoria comincerà dal prossimo luglio per essere poi valutata dai giudici nell'udienza dell'undici ottobre. Per la prima volta, constatiamo con soddisfazione, il Tribunale dei minorenni ha deciso oggi di applicare anche per i giovani imbrattatori la linea rieducativa".

"Nel 2009 - ha sottolineato De Corato - il numero maggiore delle denunce da parte del Nucleo Tutela Decoro Urbano della Polizia Locale è stato proprio a carico di minorenni (10 su un totale di 17). Che, stante la bonarietà dei giudici, l'hanno sempre fatta franca. E il risultato è che i giovani writer hanno allargato il fronte: l'ultima moda sono infatti gli imbrattamenti di automobili e alberi".


In sospeso, però, per Palazzo Marino c'è un altro writer e un altro processo: si tratta di Bros. Nel suo caso, il comune di Milano si è costituito parte civile e attende sentenza e risarcimenti.

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