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Cronaca

Milano, processo al patron di De Longhi per insider trading: "Il fatto non sussiste"

Nel mirino degli inquirenti è finita l’operazione che portò De Longhi a cedere il 74,95% del capitale della controllata Delclima (allora quotata inm Borsa) al gruppo Mitsubishi

Il fatto non sussiste e quindi arriva l'assoluzione. Si è chiuso così il processo milanese che vedeva Giuseppe De Longhi, patron dell’omonimo gruppo di elettrodomestici, imputato per insider trading. De Longhi è considerato uno degli uomini più ricchi d'Italia.

L’accusa, rappresentata dal pm Stefano Civardi, aveva chiesto una condanna a 1 anno e 8 mesi di carcere (al netto dello sconto di un terzo della pena previsto per la scelta del rito abbreviato) ma dal gup Carlo Ottone De Marchi è arrivato un verdetto di assoluzione.

Nel mirino degli inquirenti è finita l’operazione che, nell’agosto 2015, portò De Longhi a cedere il 74,95% del capitale della controllata Delclima (allora quotata inm Borsa) al gruppo Mitsubishi.

Secondo l’accusa, De Longhi avrebbe fornito informazioni “price sensitive” alla sorella Alberta che, tra il 10 e il 12 agosto, avrebbe acquistato 430 mila euro di azioni di Delclima per poi riverderle alla Mitsubishi, realizzando così un profitto di 360 mila euro. Una ricostruzione che tuttavia non ha retto al vaglio del giudice.

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