Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Al via il maxi processo sulle cosche lombardi. "Scaramucce" tra avvocati

Prima udienza dopo l'operazione "Infinito", che aveva portato all'arresto di 300 persone "vicine" alla 'ndrangheta. I legali calabresi: "Perchè la Lombardia non è parte civile?". La replica: "Non accettiamo lezioni, lo faremo"

Sono passati meno di 10 mesi dal 13 luglio scorso, quando gli oltre 300 arresti della maxi operazione 'Crimine-Infinito" delle Dda di Milano e Reggio Calabria svelarono la potenza della 'ndrangheta e soprattutto la sua capacita' di infiltrazione nel mondo economico e istituzionale lombardo.

E già si è arrivati a un processo, che si è aperto ieri con la prima udienza, a carico di 39 presunti affiliati alle cosche radicate nel capoluogo lombardo e nei comuni vicini. La prima è stata solo un' udienza tecnica per la costituzione delle parti e la stesura di un calendario, ma nella maxi-aula della Corte d'Assise d' Appello di Milano una parte della società civile ha voluto lanciare un messaggio contro la presenza mafiosa in Lombardia, spesso trascurata. Lo hanno fatto i ragazzi di 'Ammazzateci tutti' che hanno accompagnato in Tribunale gli studenti di un liceo milanese.

E lo stesso segnale di presenza lo hanno voluto mandare alcune associazioni antimafia lombarde, come 'Qui Lecco libera'. Dal punto di vista giudiziario, la sorpresa è stata l'ingresso nel processo milanese, con al centro il reato di associazione mafiosa, della Regione Calabria, che si è presentata come "parte offesa" e che nella prossima udienza (fissata per il 14 giugno) chiederà di costituirsi parte civile, come il Ministero dell'Interno e della Difesa e forse anche Banca d'Italia, indicata dall'accusa come "parte offesa".

Ma a stupire ancora di più lo stesso legale dell'amministrazione regionale calabrese, l'avvocato Luigi Gullo, è stata l'assenza nel processo della Regione Lomabardia, i cui avvocati non si sono presentati. "Ma la Lombardia non c'é?", ha domandato l'avvocato ai cronisti, spiegando che "in Calabria è routine costituirsi parte in questi processi e con le condanne abbiamo anche avuto milioni di euro di risarcimenti". "Non abbiamo bisogno di lezioni - ha replicato l'avvocatura della Regione Lombardia -: tra le politiche di contrasto alla criminalità organizzata la Regione ha recentemente approvato una vera e propria legge e ora non mancheremo di costituirci parte civile nell' udienza del 14 giugno". Anche i Comuni che intendono costituirsi parti civili e che oggi hanno mandato i loro avvocati sono solo due: Bollate, nel Milanese, e Pavia. Mentre, caso raro nei processi di mafia, una vittima di episodi di estorsione e usura, il costruttore edile Augusto Agostino, rappresentato dall' avvocato Carmelo Scambia, vuole essere parte civile contro la cosca della 'ndrangheta di Legnano, nell'alto milanese.

Le indagini 'Infinito' della Dda di Milano, guidata da Ilda Boccassini (presente in aula assieme al pm Alessandra Dolci) avevano infatti individuato una quindicina di 'locali' della 'ndrangheta sparse per Milano e dintorni, che puntavano anche agli appalti dell'Expo 2015. Vennero arrestati in 174 in Lombardia e la Procura di Milano chiese e ottenne il giudizio immediato. Più di una decina hanno già patteggiato, mentre in 119 verranno giudicati con rito abbreviato a partire dal 9 giugno prossimo. Oggi in aula dentro le gabbie, assieme a un' altra trentina di imputati, c'era anche quel Carlo Chiriaco, ex direttore della Asl di Pavia, che i magistrati hanno definito una "figura inquietante e paradigmatica" di amministratore pubblico in contatto con esponenti mafiosi. C'era l'imprenditore milanese Ivano Perego della Perego Strade, anche lui in carcere, mentre mancava Giuseppe 'Pino' Neri, che era a capo della 'Provincia' lombarda, struttura di vertice della mafia calabrese al nord. "Non posso sopportare lo stress del viaggio e dell' udienza, prima della seduta di dialisi a cui mi devo sottoporre", ha comunicato ai giudici dell'ottava sezione penale.

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