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Repertorio

Repertorio

Un 27enne a processo per il ragazzo finito in coma durante una festa

Era accaduto a Nerviano, hinterland nord ovest di Milano, nell'estate 2019

Un 27enne di Parabiago sarà imputato nel processo per lesioni colpose nei confronti del 22enne di Lainate, che nell'estate del 2019 finì in coma dopo una festa a Nerviano, hinterland nord ovest di Milano. 

In base a quanto ricostruito dagli investigatori e dagli inquirenti, la vittima, un ragazzo neo diplomato all'istituto informatico, sarebbe stata sollevata e spinta con violenza a causa di "un gioco finito male", cadendo per terra e battendo la testa sul pavimento di marmo.

Gravissime le sue condizioni dopo l'incidente: Luca, questo il nome del ragazzo, era finito in coma e al momento del ricovero lottava tra la vita e la morte. Dal referto era stato evidenziato come le lesioni cerebrali, la frattura sul lato destro del cranio e l'ematoma all’occhio sinistro non fossero compatibili con una caduta accidentale. E a quel punto la madre del ragazzo aveva sporto denuncia.

Gli amici del 22enne diedero versioni contrastati dell'accaduto. Alcuni sostennero di non aver visto nulla, altri dissero che il ragazzo, dopo aver bevuto molto, aveva tentato di fare una ruota ed era caduto e altri ancora riferirono che per gioco era stato sollevato e lasciato cadere. "Non c’è stata sincerità sin dall’inizio", era stato il commento del legale della famiglia del giovane, Paola Padoan.

Dopo una perizia, intercettazioni, testimonianze e accertamenti, la dinamica del terribile incidente era stata ricostruita: periti e inquirenti concordano sulla responsabilità del 27enne che è stato iscritto nel registro degli indagati e rinviato a giudizio. A dicembre verrà processato.

La festa e il dramma

Tutto era accaduto nella notte tra venerdì e sabato 27 luglio quando Luca, fresco di diploma, era entrato nell'appartamento per una festa. Intorno alle 2 era arrivata un'ambulanza e i soccorritori avevano trovato il giovane disteso sul pavimento privo di sensi. In pochi istanti i sanitari avevano capito la gravità della situazione trasportandolo d'urgenza all'ospedale di Legnano. 

I medici, poi, avevano riscontrato delle lesioni cerebrali irreparabili causate da un gravissimo trauma cranico. Ma il giallo, fin da subito, riguardava come se le fosse procurate. Se lo erano chiesti i genitori appena arrivati in ospedale, allertati da alcuni ragazzi. E se lo erano chiesti anche chiesti i carabinieri di Nerviano avviando ufficialmente le indagini a qualche giorno dall'incidente. Perché quella notte nessuno aveva chiamato le forze dell'ordine.

Le indagini in salita

A dare inizio agli accertamenti delle forze dell'ordine era stata la madre del giovane recandosi in commissariato a Legnano per chiedere spiegazioni su quanto accaduto al figlio. Ma gli agenti non erano a conoscenza del fatto. E lo stesso i carabinieri della stazione di Nerviano. Nessuno sapeva nulla perché appunto i ragazzi avevano chiamato i soccorsi ma non le forze dell'ordine.

Le condizioni di Luca, in coma e ricoverato in terapia intensiva dopo l'accaduto, erano state critiche per settimane e il risveglio del ragazzo era tardato parecchio ad arrivare, facendo temere per la sua vita. Ma per fortuna alla fine il ventenne si era ripreso anche grazie a una lunghissima riabilitazione.

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