Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Processo Ruby: il caso del pranzo tra Berlusconi e Mubarak

I legali dell'ex premier hanno citato una serie di testimoni tra cui l'ex ministro Giancarlo Galan, Paolo Bonaiuti il consigliere diplomatico Bruno Archi e Valentino Valentini

E' ripreso venerdì 5 ottobre a Milano il processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi. I legali dell'ex premier hanno citato una serie di testimoni tra cui l'ex ministro Giancarlo Galan, il portavoce dell'ex presidente del Consiglio Paolo Bonaiuti il consigliere diplomatico Bruno Archi e Valentino Valentini, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio e l'interprete Mohamed Reda Hammad. Testimoni che dovranno rispondere alle domande relative al pranzo ufficiale offerto il 19 maggio 2010 da Berlusconi a Villa Madama, al quale era presente l'ex rais Hosni Moubarak e al quale il cavaliere avrebbe accennato di aver conosciuto una sua lontana parente e cioé la giovane Ruby. 

"Eravamo sull'aereo in attesa di decollare quando il capo scorta chiamò il capo di gabinetto della Questura di Milano, Pietro Ostuni, e gli spiegò la situazione; a quel punto il presidente Berlusconi fece segno di passargli il telefono. Il presidente disse a Ostuni: 'ci risulta che c'é una ragazza egiziana sprovvista di documenti e si offrì di mandare la consigliere regionale Minetti per aiutare la identificazione e alla fine disse: mi risulta che questa ragazza potrebbe essere nipote del presidente egiziano Mubarak". Qualche giorno dopo, ha raccontato sempre Valentini, Berlusconi ritornò sulla vicenda e fece un commento colorito: "sai - disse - quella lì mi ha raccontato una marea di balle".

Ha palato di conversazione "confusa" nata attorno al rapporto di parentela tra Ruby e l'ex presidente egiziano Mubarak, Valentini. Nel pranzo istituzionale. "Durante il pranzo in una fase più rilassata nella quale Berlusconi disse a Mubarak di avere conosciuto una ragazza egiziana di una famiglia a lui vicina che si chiamava Ruby".

L'ex ministro Galan ha dichiarato: "Mi ricordo un dialogo unidirezionale perché parlava sempre Berlusconi mentre Mubarak non era brillante. Non fu una colazione particolarmente entusiasmante, anzi fu pesante. In effetti il nome di Ruby venne fatto ma riferito a una donna bella, ma nulla più rammento". E quando il procuratore aggiunto Ilda Boccassini gli ha contestato che la sua testimonianza, su questo punto, è in "palese contrasto" con la deposizione resa agli investigatori il 28 gennaio 2011 in quanto allora affermò che Mubarak indicò Ruby come appartenente alla sua cerchia familiare, Galan ha replicato: "L'idea che mi feci era che potesse essere o una parente, o un personaggio pubblico come un'attrice o una cantante che frequentava quella cerchia". "Era Berlusconi che aveva introdotto quell'argomento - ha aggiunto - e ho avuto l'impressione che Mubarak la conoscesse".

E sulla stessa linea è stato anche Paolo Bonaiuti, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla comunicazione. "Ricordo semplicemente - ha spiegato, rispondendo alle domande dell'avvocato Piero Longo - che a tavola si parlò di una ragazza araba, poi mi sono distratto perché mi sono messo a guardare le mail sul mio cellulare".

Alle domande di Ilda Boccassini, Archi ha risposto: "Il presidente Berlusconi disse che aveva conosciuto una ragazza egiziana e chiese a Mubarak se fosse una sua parente e se facesse parte della sua cerchia familiare". Che cosa rispose Mubarak: "Rimase incuriosito, ma a mio avviso non capì bene, c'era confusione. Non ricordo, però, se rispose a questa domanda".

Al termine dell'udienza, dopo che il procuratore aggiunto Ilda Boccassini si è lamentata del fatto che la difesa non aveva ancora sciolto la riserva sui testimoni da convocare per la prossima udienza e su quali, in particolare quelli che l'accusa ha cancellato dal suo elenco (Ruby compresa), rinunciare ("mi sembra un espediente per procastinare il processo"), il Tribunale ha chiesto all'avvocato Longo di indicare i testi per il 19 ottobre. 
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