Cronaca

Processo sequestro Spinelli: "Non fu per estorsione"

Il ragioniere di Berlusconi venne sequestrato lo scorso ottobre in casa sua a Milano

Spinelli

Non fu a scopo di estorsione il sequestro lampo del ragioniere Giuseppe Spinelli e della moglie, messo a segno lo scorso ottobre da Francesco Leone e dai suoi tre complici. E' quanto ha stabilito il gup di Milano Chiara Valori che per l'appunto ha derubricato il reato inizialmente contestato dalla procura come sequestro di persona a scopo di estorsione in sequestro semplice.

La Procura, quando aveva chiesto il giudizio immediato, poi diventato abbreviato per scelta degli imputati, aveva già modificato il capo di imputazione ritenendo che la finalità di estorsione non fosse più legata ai 35 milioni chiesti all'ex premier dai rapitori, bensì al fatto che costrinsero Spinelli a telefonare a Berlusconi per avere un contatto in vista della richiesta del denaro in cambio di documenti, a loro avviso 'interessanti', perché avrebbero potuto ribaltare la sentenza del Lodo Mondadori.

Il giudice, ritenendo che, come ha spiegato uno dei difensori, "quella telefonata non aveva finalità patrimoniali dirette", ha derubricato il reato in sequestro di persona semplice.

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