Strage in tribunale, la vedova di Erba trascina in aula Ministero, comune e la vigilanza

La prima udienza del processo è stata fissata per il 28 aprile, oltre 5 anni dopo la strage

Il giorno della strage

Comune di Milano, ministero della giustizia e la società di vigilanza privata All System. Sono stati trascinati in tribunale da Rosanna Mollicone, vedova di Giorgio Erba: l'uomo che, insieme all’avvocato Lorenzo Claris e il giudice Fernando Ciampi, il 9 aprile 2015 o fu ucciso a colpi di pistola all'interno del palazzo di giustizia di Milano da Claudio Giardiello.

"A distanza di ormai cinque anni, a seguito di incredibili rimpalli da parte dei diversi enti e soggetti responsabili, la vedova non solo non ha ancora ottenuto alcun ristoro economico, ma nemmeno la vicinanza delle istituzioni, che anzi fino a oggi hanno cercato di allontanare da sé le proprie evidenti responsabilità", hanno chiosato in una nota gli avvocati della vedova Stefano Vaccari e Danila Dusci.

La prima udienza è fissata per il prossimo 28 aprile all'interno del palazzo di giustizia. "La nostra assistita — hanno proseguito gli avvocati — non vuole che a rispondere delle inefficienze organizzative sia esclusivamente il dipendente della società All System S.p.A. che quella mattina si trovava davanti al monitor del metal detector. Riusciremo infatti a dimostrare come la tragedia sia stata causata da un vero e proprio caos organizzativo".

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Strage in tribunale: Giardiello condannato all'ergastolo

Giardiello, il responsabile della strage, è stato condannato all'ergastolo il 14 luglio del 2016. Era stato lui stesso, durante una dichiarazione spontanea a processo, a raccontare di aver "portato la pistola dentro il palazzo di giustizia tre mesi della strage" e di averla "nascosta lì", in evidente contrasto con la tesi difensiva dell’imprenditore, che aveva sempre negato la premeditazione degli omicidi raccontando di essere passato dal metal detector la mattina della tragedia.

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