Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Procura apre inchiesta sulle ronde nere; critiche da più parti a Saya e soci

La Procura di Milano chiede alla Digos di indagare sulla neonata Guardia Nazionale Italiana: ronde di privati cittadini che circolano esibendo aquila imperiale e fascia nera al braccio. Indignazione per l’iniziativa da tutte le parti

In meno di 24 ore dalla loro nascita hanno già destato l’interesse della Procura di Milano: la Guardia Nazionale Italiana di Giovanni Saya si è aggiunta da poco alla lista dei gruppi dedicati alle “ronde notturne”, che dovrebbero tutelare e far sentire più sicuri i cittadini milanesi.

La Digos però è stata incaricata di indagare su questo gruppo, che passeggia per le vie della città con lo stemma dell’aquila imperiale e la fascia nera al braccio: per il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro potrebbe configurarsi una violazione della Legge Scelba. Questa legge del 1952 impedisce l’apologia e la tentata ricostruzione del partito fascista.

La super-polizia quindi esaminerà nei prossimi giorni immagini, comunicati stampa e altro materiale per poi consegnare a breve alla Procura una relazione dettagliata sul gruppo.

Dura la replica alle indagini da parte di Maria Antonietta Cannizzaro, presidente dell’Msi, che definisce l’interesse della Procura assurdo: “L'aquila imperiale fa parte della nostra storia fin dai Cesari. Allora bisognerebbe abbattere a Roma tutti gli edifici storici su cui é rappresentata. Il fascismo è affidato alla storia”.

Per il sindaco di Roma Gianni Alemanno, con un passato missino alle spalle, le ronde invece “sono una cosa indecorosa” riferendosi a Gaetano Saya e al suo gruppo milanese. Alemanno ha proseguito dicendo: “Sembra fatto apposta da persone che vogliono lanciare ombre di discredito su tutti i ragionamenti di volontariato sul territorio. E' una cosa assolutamente censurabile in maniera totale”.

Il Siulp, uno dei sindacati di riferimento della polizia, dal canto suo dichiara di non volere l’aiuto delle ronde, nere o verdi che siano: “Non vogliamo né le ronde né un ministro dell'Interno che le vuole”, considerando poi che l’approvazione della legge sulla sicurezza renderà le “ronde nere” impraticabili. Il segretario del sindacato Felice Romano non usa mezzi termini per commentare sottolineando come “Milano ha pensato di rimettere le classiche divise fasciste addosso a qualche centinaio di ben piazzati bamboccioni, e di partire per la crociata al grido di 'domine dirige nos', questo è senz'altro addebitabile al clima 'possibilista' creato e fortemente voluto da questo Governo”.

Reazioni anche dalla Provincia e dal suo presidente Filippo Penati. Nonostante in linea di principio Penati sia stato d’accordo con la partecipazione dei cittadini nei pattugliamenti per la sicurezza, il giudizio sulle ronde è chiaro: “Dobbiamo mettere freno alla demagogia si torni a discutere di sicurezza, facendola fare a chi la sa fare e non a esagitati neonazisti”.

 Non poteva mancare poi a conclusione degli interventi contro questo fenomeno, la comunità ebraica milanese che esprime “forte preoccupazione e profonda indignazione” per la nascita delle ronde nere.
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