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Porta Venezia

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Gli altri profughi: dall'Eritrea a Porta Venezia

Uomini soli, alcuni minorenni: così un centinaio di profughi "dimenticati", assistiti da alcune associazioni, nella zona di Porta Venezia

Non solo siriani. A Milano è emergenza anche Eritrea. Sono circa un centinaio le persone provenienti da questo Paese africano, tutti maschi e tutti soli. Qualcuno è anche minorenne. Hanno lasciato il loro Paese, considerato quello con la minor libertà di stampa al mondo insieme alla Corea del Nord, e 'stazionano' in piazza Oberdan, ai margini del quartiere "africano", dove i negozi e i bar etnici li fanno sentire un po' più a casa.

Vorrebbero lasciare l'Italia per l'Europa del nord, esattamente come i siriani, ed esattamente come loro non possono farlo.

Una quarantina di loro trascorre le notti alla comunità Sant'Egidio di via Mambretti e al dormitorio gestito dai City's Angels. Gli altri dormono in Porta Venezia. E sono sempre i volontari delle due associazioni ad occuparsi di loro, con acqua e cibo, insieme all'associazione Medici Volontari Italiani. Secondo le testimonianze, gli arrivi nelle ultime settimane sarebbero "consistenti".

Nella mattinata di mercoledì 14, alcuni di loro sono stati sgomberati, all'ora di pranzo, dai giardinetti di via Lecco. Ufficialmente sono clandestini, perché non presentano domanda di asilo politico, e anche per questo temono le "retate" della polizia locale.

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