Cronaca

Traffico di esseri umani, viaggi verso la Francia da Milano: cinque persone arrestate

L'operazione è stata condotta dalla polizia. Nei guai i componenti di due organizzazioni

Profughi in Stazione Centrale - immagine repertorio

Dall’Italia verso altri paesi dell’Unione Europea, in particolare la Francia. Gestivano i viaggi della speranza a bordo di auto o negli anfratti più nascosti dei treni. Viaggi che venivano a costare anche 350 euro. E per loro sono scattate le manette, arrestati dagli agenti della polizia di Latina in collaborazione con i loro colleghi lombardi e liguri. È il risultato dell'operazione Passeur; nei guai sei persone, accusate di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Tra queste Amadou Bah, fermato a Milano ospite di un centro di accoglienza. Secondo quanto emerso dalle indagine gli arrestati — una persona è ancora latitante — apparterrebbero a due distinti gruppi, in contatto tra loro, che operavano in Liguria, in particolare a Imperia e Ventimiglia, e in Lombardia, a Milano e Pavia. La notizia è stata riportata da LatinaToday.

L'indagine partita da Latina

L’indagine è partita da un gruppo di migranti di Latina, ospiti di due cooperative sociali, che avevano contattato al telefono alcuni componenti del gruppo per lasciare Latina e l’Italia e arrivare appunto in Francia. Nelle intercettazioni emerge che uno dei migranti chiede a Anigoleme Kossi di poter fare il viaggio, ma gli precisa di avere solo 150 euro per pagarlo. Una cifra che consentirà un viaggio in treno. Al telefono, con Anigoleme Kossi, si pattuisce il prezzo e la modalità di pagamento. Dalle intercettazioni emerge anche che i trafficanti facevano transitare circa una decina di migranti al giorno, tra cui molti minorenni non accompagnati, tra i 13 e i 15 anni.  

Le rotte

Si poteva raggiungere la Francia da Milano o da Ventimglia, in quest'ultimo caso in treno, fino a Marsiglia o a Nizza. Dalla Lombardia partivano viaggi in auto, con quattro migranti per volta. I “clienti” raggiungevano Milano o Pavia e poi aspettavano il momento buono per partire. In prossimità del confine i migranti venivano fatti scendere per attraversare il confine a piedi e poi venivano caricati in auto poco dopo e condotti a Lione. Per il trasporto si arrivava a pagare fino a 350 euro. 

I viaggi in treno in condizioni disumane

Più complicati ma anche più economici erano invece i viaggi in treno, gestiti dalla rete che faceva capo ad Anigoleme Kossy, richiedente asilo in possesso di un permesso temporaneo in scadenza il 17 dicembre prossimo. I migranti vengono fatti salire sui convogli e nascosti all’interno di locali tecnici, nel vano motore o in tutti quegli spazi angusti a cui è vietato anche avvicinarsi. Sono viaggi che durano molte ore, in condizioni tremende e a rischio della vita. Una volta arrivati a destinazione, un altro componente dell’organizzazione si occuperà di tirarli fuori e di fargli proseguire il viaggio. A documentare il dramma sono le foto e, ancora una volta, le intercettazioni: i migranti, già nascosti a bordo del treno e stipati in luoghi inaccessibili, chiamano i componenti del gruppo e dicono di essere spaventati. 

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