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Ragazzi del Beccaria (foto Ansa)

Ragazzi del Beccaria (foto Ansa)

Capire le emozioni attraverso la musica: il nuovo progetto per i ragazzi del Beccaria

Battezzato 'Swimmer. Nuotare nel mondo delle emozioni' è stato ideato dal musicista Franco Mussida e da Cpm Music Institute

Si chiama 'Swimmer – Nuotare nel mondo delle emozioni' ed è il nuovo progetto culturale ed educativo, ideato e curato da Franco Mussida insieme al Cpm Music Institute, che verrà avviato a breve nel Carcere Minorile Beccaria di Milano. Attuato in collaborazione con Suoni Sonori, che coordina le attività musicali nel carcere, il ministero della Giustizia e sostenuto dalla Fondazione Cariplo, 'Swimmer' viene inaugurato dopo due anni di intenso lavoro in cui sono state coinvolte un’equipe di educatori, tecnici audio-video e il Teatro del Carcere. A parlarne con MilanoToday è il suo stesso ideatore, il chitarrista, compositore e cantante milanese Franco Mussida: "Si tratta di proporre ai ragazzi del Beccaria un'attività di ascolto musicale e quindi una guida all'ascolto della musica strumentale: siamo quindi nell'ambito del mondo musicale privo di immagini. Questo perché la musica è un potentissimo veicolo di emozioni".

"Nella nostra civiltà dell'immagine - prosegue Mussida - ci siamo dimenticati che il suono è il primo veicolo per la comunicazione emotiva. Attraverso il nostro progetto vogliamo far sì che i ragazzi riescano a percepire le loro intenzioni emotive attraverso la musica. Lavoreremo per far comprendere loro che il mondo emotivo è uno strumento di comunicazione straordinario che va compreso e affinato. Questo vale tanto all'interno del Beccaria quanto fuori: per tutti è fondamentale educarsi a percepire le emozioni sorgere (senza che esplodano, ndr). Nel farlo si inizia ad avere percezione del proprio sé emotivo, e da lì della propria identità".  

Il progetto, che partità a marzo e durerà almeno un anno, coniuga l’intelligenza artificiale, con l'uso di software, all’intelligenza emotiva. Gli incontri vengono tenuti da educatori e dal maestro Mussida, con l’assistenza di operatori e l'apporto della polizia penitenziaria. L'obiettivo è dare ai giovani l’opportunità di scoprire e sperimentare il valore positivo del suono come codice per la comunicazione emotiva. "Faremo un laboratorio per educare i ragazzi a conoscere con maggiore delicatezza il loro sentire - continua Mussida -, successivamente verranno proposte una serie di attività, ad esempio creare delle playlist che li accompagnino durante il giorno, non solo per allietare questo luogo ma anche per riempirlo di umanità". Il progetto verrà poi integrato con le attività artistico formative già in atto, dal disegno alla scrittura.

"Il tempo che vanno a passare i ragazzi è un tempo di ascolto, di calma, è un modo di stare dentro quei luoghi in modo meno drammatico e conflittuale, a vantaggio della qualità della loro permanenza - mette in luce Mussida -. La speranza è di creare un modello replicabile che possa mettere l'intelligenza artificiale al servizio di quella emotiva, perché i ragazzi, nelle carceri ma anche nelle scuole, imparino a comprendere le emozioni che sono alla base delle loro intenzioni e che determinano il loro stare in società".

Con 'Swimmer - frutto di un lavoro di una decina d'anni - la musica viene offerta ai ragazzi non solo come elemento espressivo legato alla parola, che i giovani spesso usano per manifestare disagio e rabbia, ma come un nutrimento intimo e positivo, che proprio attraverso l’assenza della parola sa offrire il meglio di sé. Lo scopo è far sentire ai giovani la bellezza delle emozioni racchiuse in migliaia di brani di musica strumentale che fanno parte del nostro patrimonio artistico e culturale.  

"Uno dei massimi facilitatori dei progetti - sottolinea il musicista - è stato Luigi Pagano, che ringrazio di cuore. Come ringrazio il ministero della Giustizia, il provveditore della Lombardia, il direttore del Beccaria e delle carceri con le quali lavoriamo. Il carcere è un luogo in cui ragione ed emotività convivono in modalità incoerente, unitamente ai dolori e alle speranze che lì si vivono e coltivano. Ma è anche un luogo in cui si cercano e si trovano le più improbabili armonie. Mi piace immaginarlo come un laboratorio di Formula 1, dove tutto ciò che è emotivo si esaspera ed ha bisogno di essere compreso, gestito, governato".

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