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Donne picchiate e costrette a prostituirsi in Italia, blitz nel campo rom di via Silla

Le indagini sono partite dopo la denuncia di una delle vittime

Tutto è cominciato una notte in una stradina della località Poglianasca, nel Milanese, quando due militari dei carabinieri hanno visto una donna con abiti succinti che piangeva a bordo strada. La ragazza, in Italia da pochissimo, si è sfogata con gli uomini in divisa raccontando loro il suo dramma.

Era partita in pullman dalla città di Bal?, sud della Romania, verso Milano, con la promessa di un posto di lavoro da impiegata nella città della moda.

Al suo arrivo nella stazione degli autobus di Molino Dorino sarebbe dovuto venire ad aiutarla un connazionale con il quale si era messa in contatto tramite degli intermediari nella sua città. Il sogno di lavorare in Italia, per lei appena 18enne, era svanito dopo aver messo piede fuori dal pullman che l'aveva portata via di casa. 

Alcuni uomini l'avevano condotta nel campo rom di via Silla, nel quartiere Figino. Lì, senza troppe spiegazioni e sotto la continua minaccia di botte e sevizie, le avevano spiegato che doveva iniziare a prostituirsi se voleva sopravvivere all'inferno che avrebbero potuto scatenare se avesse cercato di opporre resistenza.

Come lei, altre 20 donne. Tutte ragazze, belle e giovani, arrivate dal sud della Romania con la promessa di un lavoro e invece costrette a vendere il proprio corpo per 30 euro. Ed erano botte quando qualcuna di loro si rifiutava o cercava di fuggire. In media le ragazze dovevano portare 300 euro al giorno ai 'protettori' che si limitavano ad incassare.

I militari iniziano una scrupolosa indagine che dura quasi un anno. Si scopre che c'è una banda composta da almeno cinque cittadini rom, originari della Romania: dove ci sono altri complici che adescavano le ragazze, ed al momento sono oggetto d'indagine. Il centro operativo e logistico della banda è il campo rom di via Silla, una vera e propria baraccopoli nei pressi di alcuni boschetti e dell'inceneritore Silla 2, alla periferia nord-ovest di Milano. 

Con un blitz nel campo, nel quale sono stati impiegati circa 80 uomini, i carabinieri della Compagnia di Rho danno via all'operativo che mette fine alla schiavitù di 20 ragazze. Gli arrestati sono Marian C.D., 22 anni, Cristian B., 20 anni, Gheorghe I., 20 anni, Catalin S., 21 anni e, l'unica donna del gruppo col ruolo di contabile, Adela R., 38 anni. Per loro l'accusa è quella di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I criminali riuscivano ad incassare oltre 200mila euro al mese dall'attività delle vittime costrette a prostituirsi sulle strade di Milano (zona San Siro), Rho, Vanzago e Pregnana Milanese. Per le vittime di questa tratta adesso inizia una nuova vita: molte sono tornate in patria, altre sono attualmente ospiti di strutture protette, lontane dai loro carnefici.

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