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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca Carpiano / sp 40

Sottomesse al rito vudù e portate coi barconi per fare le prostitute

E' stata sgominata una rete criminale che si dedicava alla tratta di queste giovani donne. Gli agenti della Squadra Mobile di via Fatebenefratelli ha messo le manette su quattro cittadini nigeriani

Le vittime erano soggiogate mentalmente grazie ai riti vudu, molto radicati nella cultura nigeriana. Poi venivano portate in Italia attraverso il deserto africano e con i barconi fino a Lampedusa. Ed infine, a Milano, erano costrette a prostituirsi per pagare il "debito" del viaggio, che spesso arrivava anche a 70mila euro.

E' stata sgominata una rete criminale che si dedicava alla tratta di queste giovani donne. Gli agenti della Squadra Mobile di via Fatebenefratelli ha messo le manette su quattro cittadini nigeriani: Si tratta di tre uomini di 28, 25 e 23 anni, e di una donna di 27 anni, compagna di uno degli arrestati e con un passato nella prostituzione. Era lei a 'gestire' le ragazze in Italia. Il reato ipotizzato, come poche volte accade, è quello di tratta degli esseri umani e riduzione in schiavitù.

Donne schiavizzate e costrette a prostituirsi

Le indagini - che hanno fatto riferimento in un primo momento alla procura della Repubblica di Lodi ma poi sono state trasferite alla Direzione distrettuale antimafia di Milano - hanno permesso di individuare  a San Giuliano Milanese il 'centro contabile' dei criminali, tenuti dalla 27enne, la 'madame'. Era lì dove affluiva tutto il denaro corrisposto dalle ragazze per pagare il loro debito residuo. 

Le donne vittime della tratta, individuate dagli inquirenti in un anno d'indagini, sono almeno nove e quattro di loro sono state collocate in comunità, grazie all'ufficio 'Tratta della Casa dei diritti' del comune di Milano. Venivano prima sottoposte in Nigeria ad una variante del rito vudù, il ju ju, per sottometterle psicologicamente. In pratica veniva sgozzato un gallo davanti alla ragazza e con il sangue dell'animale si compivano dei gesti animistici. 

In alcuni casi arrivavano in Italia attraverso il deserto e poi a bordo di barconi dalla Libia fino Lampedusa. Altre volte viaggiavano in aereo con passaporti europei falsi. In Lombardia, erano costrette a prostituirsi sulla Strada provinciale 40 a Carpiano (Mi). Stavano giorno e notte sulla strada, quasi nude. 

Durissime anche le condizione di vita in cui erano costrette a stare. Vivevano in camere degradate e pagavano cifre esorbitanti ai loro aguzzini: 900 euro settimanali per risarcire il "debito", 200 euro al giorno per l'affitto del pezzo di provinciale in cui prostituirsi, 250-300 mensili per un posto letto. 

A rompere il silenzio, nonostante la ritorsione contro i suoi familiari in Nigeria, è stata una giovane di 21 anni. La ragazza ha chiesto aiuto alla polizia negli ultimi mesi del 2014. E' grazie al suo coraggio che anche le altre otto povere vittime, tutte arrivate in Italia con la promessa di un futuro migliore, sono state liberate.

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