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Giro di prostituzione anche minorile nell'agenzia di modelle: quegli incontri a Milano

A Palermo arrestati i titolari di due agenzie di modelle

Ci sono anche alcuni milanesi tra i clienti del giro di prostituzione (minorile e non) scoperto dalla polizia di Palermo, nell'ambito di un'nchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal sostituto Sergio Mistritta. Gli agenti hanno arrestato, giovedì mattina nel capolugo siciliano, tre persone accusate di avere organizzato e gestito uno scenario di prostituzione "coperto" dall'attività di scouting per modelle giovanissime, anche di 15 anni, che venivano spinte a rapporti sessuali a pagamento con diversi uomini incontrati nell'ambito di fiere ed eventi. 

L'indagine è scattata a partire dalla denuncia della madre e del fidanzato di una delle vittime. Finora sono state individuate cinque ragazze coinvolte da Francesco Pampa, 42 anni, titolare della Vanity Models Management, 44 anni, e Massimiliano Vicari della Max Services Agency, arrestati insieme a un 36enne collaboratore di uno dei due. Pampa è accusato di violenza sessuale nei confronti di minorenne, prostituzione minorile, induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne; Vicari è accusato di prostituzione minorile ed induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne; il terzo è invece indagato per prostituzione minorile.

I tre milanesi che pagarono 200 euro a testa

Tra le carte dell'inchiesta, come racconta PalermoToday, anche un episodio avvenuto a Milano. Secondo la testimonianza resa da una 20enne, coinvolta nel giro di prostituzione da quando aveva 15 anni, lei e altre due giovanissime avrebbero partecipato a una cena legata ad una fiera di cavalli purosangue arabi. Alla cena avrebbero partecipato tre uomini, non indagati perché all'epoca dei fatti (aprile 2019) le ragazze erano tutte maggiorenni: un certo "Woody", un tale "Claudio" e un uomo chiamato "Franco", a sua volta titolare di un ristorante nel capoluogo milanese. La ragazza ha raccontato che i tre uomini avrebbero scelto, ciascuno, una giovane per un rapporto sessuale in cambio di 200 euro. A lei sarebbe toccato proprio "Franco", che le avrebbe chiesto perché facesse quelle cose. Lei avrebbe rsposto che sarebbe stato solo per soldi e, a quel punto, l'uomo le avrebbe proposto un lavoro a Milano, che poi non si sarebbe più concretizzato.

Durante la serata milanese, un'altra ragazza avrebbe avuto un malore e si sarebbe rifiutata di avere un rapporto con colui che l'aveva "scelta", ovvero "Claudio", il quale per il rifiuto si sarebbe infuriato, provocando la stizzita reazione di uno degli arrestati, Pampa, che le avrebbe detto: «Questi ora non ci chiamano più per fare i lavori», convincendola così ad accettare di fare sesso con "Claudio". Secondo gli investigatori, la frase attribuita a Pampa sarebbe la dimostrazione che l'agenzia di modelle veniva contattata anche per la disponibilità delle hostess a rapporti a pagamento.

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