Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Faceva prostituire il nipote minorenne: latitante dopo la condanna, ora arrestato

500 euro a prestazione, più altre 100 se il cliente voleva il video del rapporto sessuale

Arrestato, faceva prostituire il nipote

Faceva prostituire il nipote (di due anni più giovane e minorenne) procurandogli clienti italiani facoltosi. Gli incontri, almeno dieci quelli accertati, avvenivano in stanze di hotel a quattro stelle e le prestazioni costavano circa 500 euro l'una, ma c'era la possibilità di aggiungere 100 euro e ottenere via whatsapp il video dell'incontro sessuale, filmato direttamente dallo zio del ragazzino dalla stessa camera d'albergo o dalla porticina del bagno, se il cliente voleva maggiore "privacy".

L'attività era proseguita da marzo a settembre del 2015, poi l'uomo (il romeno Ionut Epuran, ora 20enne, che si faceva chiamare Ion) era stato arrestato dalla polizia postale. Dopo un periodo di detenzione cautelare era stato scarcerato ed era scappato in patria (dove ora, con la mamma, vive anche il ragazzino vittima). Ma poi è tornato in Italia e specialmente a Milano, dove in zona Bisceglie vive un fratello (non il papà dello sfruttato, che quando era uscita la vicenda era caduto dalle nuvole).

E proprio nei pressi della fermata Bisceglie del metrò i carabinieri della Catturandi, guidati da Marco Prosperi, hanno arrestato "Ion", che ha una condanna in appello, divenuta definitiva, a sei anni di carcere e 50 mila euro di multa (16 mila per la continuazione del reato, 24 mila per l'aggravante della minore età). 

Ionut Epuran pubblicava annunci su alcune chat di internet, poi dava appuntamento agli aspiranti clienti in librerie del centro di Milano per mettere a punto i dettagli del successivo incontro: il cliente avrebbe dovuto prenotare tre stanze singole in un hotel (che era sempre diverso) e poi vi si sarebbero recati tutt'e tre. Cliente e ragazzino per consumare il rapporto, "Ion" per controllare che tutto filasse liscio e per effettuare il filmato da proporre in cambio di ulteriore denaro. Da questo punto di vista gli investigatori non hanno però ravvisato un'estorsione, piuttosto una "prestazione aggiuntiva" fornita a chi lo desiderava.

Il nipote era consapevole e consenziente (anche se questo ovviamente non cambia nulla dal punto di vista del reato di prostituzione minorile) e guadagnava la metà del compenso. Il giro d'affari complessivo è stato di circa 15 - 20 mila euro, per quanto hanno appurato gli investigatori della postale. 

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